VOCE DELLA VALLESINA Settimanale di informazione - Colloqui con lo psicologo - di Federico Cardinali

12 giu 2012

CENTRALI NUCLEARI? NO, GRAZIE!

Quindi .

Domenica andremo a votare per i referendum. Lasciamo gli altri quesiti referendari. Non ne abbiamo lo spazio. E concentriamo oggi la nostra attenzione sul tema del nucleare (scheda grigia). Perché è il tema più importante, secondo me. Importante, perché la nostra decisione andrà a incidere sulla nostra salute e sulla salute dei nostri figli e nipoti.

 

Ci viene chiesto se vogliamo abrogare (= eliminare, togliere) le disposizioni di legge che prevedono in Italia la costruzione di centrali nucleari per la produzione di energia. (Facciamo attenzione: se vogliamo le centrali nucleari in Italia, quindi non vogliamo eliminare la legge che le prevede, dobbiamo votare NO; se invece non le vogliamo, quindi desideriamo togliere la legge che ne prevede la costruzione, dobbiamo votare ).

Forse vi ricorderete, ne abbiamo parlato anche due mesi fa. Dopo il terremoto in Giappone e l’incidente nella centrale di Fukushima. Oggi facciamo qualche altra riflessione.

 

L’energia nucleare. Cos’è? Per noi che non siamo addetti ai lavori, è sufficiente sapere che è quella forza straordinaria che è ‘imprigionata’nel nucleo dell’atomo. Non è neanche un secolo che l’abbiamo incontrata. Quando, per la prima volta, il fisico italiano Enrico Fermi riesce a ‘bombardare’ l’atomo, siamo nel 1934. Un’impresa straordinaria che ci ha messo nelle mani un’energia straordinaria.

È stato un bene o un male? Come in quasi tutte cose, il bene e il male non sono nella cosa in sé, ma nell’uso che ne facciamo. E quanto più una cosa è ‘grande’, tanto più l’uso che ne facciamo può portarci verso un bene grande o verso un grande male. Qui l’abbiamo visto subito. L’utilizzazione di questa scoperta per costruire la bomba atomica non credo sia stato proprio un bene per l’umanità! Di valore diverso, certamente, è l’utilizzazione del nucleare nel campo della medicina. Sia per le diagnosi accurate che oggi ci permette di fare, così come per l’uso terapeutico che possiamo farne di fronte a certe malattie gravi che ancora ci colpiscono.

 

E l’uso dell’energia nucleare per produrre l’energia (elettrica) che usiamo ogni giorno, in casa, negli uffici, nelle fabbriche, per le strade, ecc.? Qui la risposta credo sia molto complessa. Ed è proprio a questa domanda che, sostanzialmente, siamo chiamati a rispondere nel referendum.

 

Se guardiamo bene, e onestamente, come stanno le cose, dobbiamo dirci almeno due pensieri.

 

IL PRIMO.

Le centrali nucleari che oggi siamo in grado di costruire sono potenzialmente pericolose. Sia nel loro funzionamento normale che quando, purtroppo, capitano incidenti.

Quando ci sono incidenti, come Fukushima o Chernobyl, l’abbiamo visto tutti. È un disastro, una tragedia. Morti, gravi malattie che si ripresentano per anni, estensioni enormi di terreno e acque avvelenati per decenni dalle radiazioni. E gli incidenti possono capitare. Ma non voglio insistere su questo.

 

Guardiamole invece, queste centrali, nel loro funzionamento normale. Senza incidenti.

Anche nel loro funzionamento normale esse sono altamente inquinanti. Il loro inquinamento si chiama radiazioni. Se entrate in un reparto di radiologia, in ospedale, voi vedete che il personale sanitario lavora con tante precauzioni (abiti particolari, porte, schermi protettivi…): proprio per difendersi dalle radiazioni.

Perché ce ne dobbiamo difendere? Perché il danno da radiazioni è ‘senza soglia’. Significa che anche dosi piccole di radiazioni innescano processi patologici che, se intaccano le cellule somatiche producono tumori e leucemie, se intaccano le cellule genetiche (ovuli e spermatozoi) producono malformazioni nei figli che nasceranno.

 

Ma ci dicono che le nuove centrali, quelle di terza generazione, sono sicure. Non è vero! La fisica del reattore (= il cuore della centrale) è la stessa di adesso. Gli esperti ritengono che forse quelle di quarta generazione (se ne ipotizza la realizzazione non prima del 2035-40) potranno avere un ‘cuore’ più sicuro. Ciò che migliora nelle centrali che siamo in grado di costruire oggi sono soltanto le strutture portanti: la ‘casa’, i tubi, le valvole, le pompe… Le acque di raffreddamento quando vengono rilasciate all’esterno, sia pure molto diluite, continuano a trasportare radiazioni. Così come i gas che si formano e che devono essere rilasciati.

 

Poi c’è ancora un altro grande problema non risolto. Il problema delle scorie. Cioè del combustibile che una volta usato deve essere buttato. I più di 400 reattori nucleari presenti in trentuno nazioni producono annualmente migliaia di tonnellate di scorie. Il problema è che questo combustibile esausto continua ad essere molto pericoloso perché radioattivo - e lo rimane non per qualche anno, ma per qualche migliaio di anni - e ancora non sappiamo come eliminarlo. Per ora rimane un problema che passeremo alle nuove generazioni. Ai nostri figli e ai nostri nipoti. Non mi pare che sia un gran regalo per loro!

 

E ora il SECONDO PENSIERO.

Come facciamo allora a produrre tutta quell’energia che ci serve?

Abbiamo le fonti naturali e rinnovabili di energia: il sole, il vento, l’acqua. Non inquinano e producono energia pulita. Si tratta, certo, di mettere in piedi una politica adeguata. Favorendo l’utilizzo di queste fonti, anche dal punto di vista economico (con gli incentivi necessari), e potenziando la ricerca scientifica, perché il rapporto costi-benefici sia sempre più vantaggioso.

L’Unione Europea ci parla di un progetto 20-20-20. Arrivare al 20% di riduzione di anidride carbonica (riducendo l’uso di combustibili fossili); ad un 20% di risparmio energetico (evitando consumi inutili e sprechi); e ad un 20% di utilizzo di fonti pulite e rinnovabili.

Non sarebbe una buona strada?

 

Tutte queste riflessioni per essere informati. Onestamente. E per dirci che è molto importante che ANDIAMO A VOTARE.

Se queste informazioni non vi convincono, votate pure NO. Ma andiamoci: è un segno di civiltà e di responsabilità. Se poi, invece, vi ritrovate d’accordo con me, allora ritroviamoci nel nostro . Per togliere una legge che, pur di salvaguardare interessi economici, non si cura della nostra salute. Né di quella dei nostri figli.