VOCE DELLA VALLESINA Settimanale di informazione - Colloqui con lo psicologo - di Federico Cardinali

14 nov 2010

CONTIAMO SU DI VOI

Cari ministri del nostro governo e cari uomini della politica che in esso vi riconoscete, da questa pagina di Voce titolata saggiamente Psicologia e Società, vorrei farvi arrivare il mio contributo, convinto che la psicologia può essere d’aiuto all’uomo anche nell’analizzare e nell’affrontare i suoi problemi sociali. Vi scrivo questi pensieri con la speranza che vi possiate dare il permesso di ascoltarli. Fino in fondo. E se pure, alla fine, non sarete d’accordo con me, almeno abbiamo provato a dialogare. Se poi qualcuno di voi vorrà anche rispondermi esprimendo le sue idee, ben venga.

 

Da un po’ di tempo a questa parte in Italia siamo tutti immersi in un mare di polemiche. Buona parte delle quali si agganciano - a torto o a ragione - a comportamenti e atteggiamenti del nostro primo ministro.

Se guardate bene, vi accorgete anche voi che, non appena succede qualcosa, immediatamente, l’opposizione ci si butta a capofitto. Arrivando perfino a perdere il controllo delle proprie parole e dei propri pensieri. Con offese e gravi mancanze di rispetto. Di quel rispetto che, in un paese civile, si deve a qualunque cittadino - compresi, naturalmente, gli uomini di governo.

Dall’altra parte, poi, cioè da parte della maggioranza, si risponde per le rime. Toni accesi, parole rissose, offese personali, giudizi tranchant, vocabolario di poca, molto poca decenza.

 

A questo punto credo che non serva più neanche chiederci ‘chi comincia’, perché tanto ciascuno darebbe la colpa all’altro. Il fatto è che tutto questo fa sì che il governo fa fatica a svolgere i suoi compiti, e maggioranza e opposizione s’incastrano a vicenda nell’offesa/difesa del presidente del consiglio.

 

Ora vorrei invitarvi a guardare bene quest’uomo. A guardare la sua stanchezza. La stanchezza di un signore che ce l’ha messa tutta. Che con tutte le forze ha lottato per realizzare il suo progetto per l’Italia.

Il punto è che la stanchezza, quando oltrepassa certi limiti, fa brutti scherzi. Chi di noi non l’ha sperimentato qualche volta? Parole sbagliate con la moglie (o il marito), parole disordinate con i figli, risposte inadeguate ai nostri superiori nel lavoro. Perfino gesti o atteggiamenti di cui, in un momento di ritrovata lucidità, siamo i primi a vergognarci e a chiedere scusa.

Quando però la stanchezza diventa cronica, essa diventa una malattia e come ogni malattia che oltrepassa il confine della cronicità, ci pone nella condizione di non riuscire più a fare bene il nostro lavoro e a vivere bene le nostre relazioni.

 

È a questo punto che succede un fatto pericoloso: chi arriva a un simile stato è l’ultimo che è capace di riconoscerlo. È così che funziona la nostra mente. Mentre siamo capaci di riconoscere se siamo affetti da una qualche malattia che tocca il nostro corpo, anche la più grave, diventiamo incapaci di riconoscere il limite in cui ci pone un esaurimento mentale. Questo è il maggior problema che incontrano la medicina e la psicologia quando devono intervenire per curare chi non sa riconoscere il suo stato di bisogno.

È a questo punto che diventa più necessario il sostegno e il supporto di chi ci è amico, di chi ci vuole davvero bene.

 

Tutto questo per dirvi che voi ora potete molto. Per il presidente del consiglio e per l’Italia.

Voi, ora, forti della maggioranza che gli italiani vi hanno dato, avete il compito di prendervi cura sia della persona che vi ha portato a tanto successo, sia del paese, che ha un grande bisogno di uscire dalle sabbie mobili in cui rischia di impantanarsi.

Solo voi potete aiutare l’attuale capo del governo a farsi da parte e lasciare che la sua maggioranza lavori, con profitto, per il bene del paese per il quale lui per primo si è tanto speso. Solo voi potete aiutarlo a comprendere che le tante polemiche in cui si vede immerso sono provocate anche da certi suoi comportamenti. Che sicuramente farà in buona fede, ma che, se da una parte sono il segno della sua ‘stanchezza’, dall’altra rischiano di alimentare la paralisi nella politica italiana.

 

Chi vi scrive è un cittadino inesperto nei giochi della politica. È un uomo che ha passato, e sta passando, la sua vita a prendersi cura di quelle persone che soffrono perché vedono esaurirsi le loro ‘batterie’ e, soprattutto, di quelle persone che, sfinite ed esauste per la fatica fatta a dialogare con la vita, rendono sempre più difficile la vita a chi sta loro vicino. In famiglia e negli ambienti di lavoro.

Il problema è che quanto più una persona è in alto nella scala sociale e importanti e vasti sono i compiti che deve svolgere, tanto più il danno che può fare è grande. Rischia perfino di distruggere quanto, fino a quel momento, di buono aveva costruito.

 

Lo so che questi pensieri possono sembravi di parte. Ma vi assicuro: almeno in questo momento, ‘di parte’ non sono. Sono il segno di una grande preoccupazione.

Pensateci bene. Siamo nelle vostre mani.

È naturale che lui non potrà mai ascoltare le parole dell’opposizione. Tanto più finché queste continueranno a coniugarsi come aggressioni e offese. Di voi, invece, il presidente si può fidare. Siete i suoi uomini scelti. Magari molti di voi gli sono anche amici.

Ed è nel momento del bisogno che si vede un vero amico.

 

Cari ministri e cari politici della maggioranza, in questo momento contiamo su di voi.

Se poi, invece, non potete o non volete farci niente e deciderete di lasciare il campo, a noi non resta che sperare che l’attuale opposizione, superando il facile gioco delle polemiche, sappia produrre un programma di governo che ridìa ossigeno a questa nostra Italia.

 

E se ora siete arrivati a leggere fin qui, vi ringrazio per la vostra attenzione. E buon lavoro!