VOCE DELLA VALLESINA Settimanale di informazione - Colloqui con lo psicologo - di Federico Cardinali

3 mag 2026

La comunità chiesa ridotta ad un “Ministero della fede”?

Pensavo fosse amore...

Per anni ho avuto a che fare con i ministeri. Quello dell’Università o quello della Salute, in particolare, da tempo miei compagni di strada. Cosa chiede un ministero? Che le carte siano in regola, le norme scritte rispettate, i titoli dei professionisti quelli previsti, timbri e firme tutti e al posto giusto, e in regola con i conti. Come poi si svolga il lavoro, la qualità degli operatori e del servizio che questi offrono, nessuno lo guarda. È la forma che va rispettata. Il contenuto, la sostanza... mah. È il regno della burocrazia. Esperienza, immagino, condivisa da tanti di noi. Come cittadini. Quando c’incrociamo con la scuola, ai suoi vari livelli, o con la sanità. E cito queste aree, perché per queste in particolare primo obiettivo dovrebbe essere, non le carte che siano tutte in regola, ma la qualità del servizio che offrono. Che il cittadino che ne usufruisce, cioè, trovi una risposta adeguata alle proprie necessità.

 

A questa frequentazione dei burocrati mi ha riportato giorni fa Claudio (non è il suo vero nome) quando mi racconta che è andato dal parroco per Pasqua, e questi gli ha negato l’assoluzione. Claudio da due anni convive con la sua compagna. Ora stanno pensando ad un figlio. Il matrimonio non è, per ora, nell’immediato. La dimensione religiosa per lui è un valore, anche se, aggiunge, la frequenza è piuttosto discontinua.

Perché s’è visto negare l’assoluzione? Non ha ucciso nessuno. Né fa parte di qualche cosca mafiosa. Semplicemente convive. E come tutti i conviventi vive nel peccato. Così gli spiega il prete. Poi aggiunge che una relazione d’amore che comprenda anche la sessualità è lecita solo con il matrimonio. Matrimonio religioso, chiarisce. E se anche gli desse l’assoluzione, questa non sarebbe valida, gli dice, visto che con la sua ragazza continuerà a viverci e... a fare l’amore! Ha provato a chiedere qualche spiegazione, ma le risposte hanno chiuso ogni discorso. Se avesse avuto rapporti sessuali con ragazze diverse, saltuari, l’assoluzione l’avrebbe ricevuta, perché l’eventuale impegno a chiudere con questo modo di vivere la sessualità avrebbe potuto anche tentare di rispettarlo. Impegno che non può prendersi, invece, data la decisione d’essere in un progetto di vita condivisa con la sua compagna. Il sesso libero, quindi, può essere assolto; il sesso all’interno di una relazione d’amore, condivisa e fedele, senza il sacramento del matrimonio, no. Non solo. Se una coppia non sposata convive, ma dalla loro convivenza è escluso il sesso, allora i sacramenti li possono frequentare, l’assoluzione la possono ricevere... E dopo tutti questi chiarimenti, nel salutarlo gli aggiunge l’invito a continuare a frequentare: la Chiesa, dice, è aperta a tutti, non respinge nessuno.

 

Appena all’inizio del suo nuovo mandato, l’anno scorso, il signore della Casa Bianca istituisce l’Office of Faith (Ministero della Fede), e l’affida alla telepredicatrice evangelica Paula White-Cain. Ho l’autorità per dichiarare la Casa Bianca luogo santo: è la mia presenza che la santifica, una delle sue prime dichiarazioni. In perfetta sintonia con l’ondivago presidente. Che ora ha deciso di prendersi cura anche del Papa, cittadino americano, quindi suo suddito, cercando... d’insegnargli il mestiere! Ma da Washington nessuna meraviglia: con chi si credeva Napoleone o Cesare non una sola volta, in tanti anni di professione, m’è capitato d’incontrarmi.

Qui, invece, la questione è diversa. A Claudio non tornano i conti quando mi porta la sua delusione e la sua amarezza di fronte al rifiuto e alla rigidità che s’è trovato davanti. Ma i conti non tornano neppure a me. Mi torna invece un film. Pensavo fosse amore... Vi ricordate? È Troisi, 1991. E il titolo continua: invece era un calesse.

Il Maestro di Nazareth ci teneva a dire che la legge fondamentale nella sua comunità, la sua Chiesa, è l’Amore. Non solo. Aggiungeva che le regole devono essere a servizio dell’uomo e non l’uomo a servizio delle regole.[1] Ma non è questa la Chiesa che s’è trovato davanti Claudio. Pensavo fosse amore, una comunità di fratelli, guidata dal Vangelo, invece era un Ministero, mi verrebbe da dire. Un Ministero della fede. Dove le regole vengono prima di tutto. Come le firme e i timbri nel regno della burocrazia?

 

Racconta Gibran, poeta libanese del secolo scorso: Una volta ogni cent’anni Gesù di Nazareth incontra Gesù dei cristiani, in un giardino, tra le colline del Libano. E parlano a lungo. E ogni volta Gesù di Nazareth si allontana dicendo a Gesù dei cristiani: “Amico mio, temo che noi non andremo mai d’accordo, mai”.[2]

Riflessioni, domande... Voi che ne dite?

 

[1] Cfr. Marco 2,27

[2] Gibran, Sabbia e onda, 1926