VOCE DELLA VALLESINA Settimanale di informazione - Colloqui con lo psicologo - di Federico Cardinali

31 mag 2026

Attratto dal mondo esterno, l'uomo dimentica di proteggere sé stesso

Il drago della guerra

Al tempo dei Regni Combattenti, il Figlio del Cielo di imperatore non aveva più che il titolo. La Cina era in mano ai signori della guerra che si disputavano senza tregua le spoglie dell'impero. Il re di Wu aveva deciso di conquistare il Regno di Chu, il cui esercito, a detta dei rapporti, era molto inferiore per numero e peggio equipaggiato del suo. Durante i preparativi, le spie gli fecero sapere che un altro re vicino stava ammassando truppe alle frontiere, certo in attesa di invadere il Regno di Wu non appena l'esercito l'avesse lasciato. Sordo a qualsiasi argomento, il sovrano persisté nel suo progetto di conquista. I suoi ministri erano molto preoccupati. Uno di loro, che ebbe l'audacia di comunicargli apertamente i propri dubbi, fu licenziato su due piedi.

In quel periodo Zhuang Zhou, girava per il Regno di Wu con il suo rosario di discepoli. Il dignitario destituito gli fece visita per pregarlo di intervenire presso il re, prima che il paese venisse gettato in pasto al drago della guerra. Il saggio gli promise di fare un tentativo...

Alcuni giorni dopo ecco arrivare nella sala del trono Zhuang Zhou. Il quale, rivolgendosi al re, disse: “Ero andato a caccia nella prateria confinante con il parco di Vostra Maestà... Stavo dunque avanzando nell'erba alta spiando il volo di una preda, quando all'improvviso una gazza mi sfiorò il cappello con l'ala e andò a posarsi sul limitare del vostro parco. Che strano, mi dissi, mi ha sfiorato senza vedermi e ora se ne sta lì, alla mia mercé, alla portata del mio arco. Incuriosito, mi avvicinai all’uccello per scoprire che cosa gli avesse fatto dimenticare ogni regola di prudenza. Quello saltellò nel sottobosco e io lo seguii finché non si immobilizzò di colpo, come se stesse per avventarsi su una preda. Avanzai ancora, senza che la gazza mi vedesse, e mi accorsi che stava aspettando che una mantide religiosa, nascosta dietro ad una foglia, catturasse una cicala. Per saltarle addosso e mangiare entrambi gli insetti in una volta. Tutta presa dalla voglia di godersi quella doppia porzione, non si era accorta del cacciatore che la seguiva. A quel punto mi venne da pensare a quale fosse la natura degli animali: accecati dall'appetito, dimenticano di badare al pericolo... E allora mi venne da pensare a quale fosse la natura umana: attratto dal mondo esterno, l’uomo dimentica di proteggere sé stesso”.

Il re di Wu capì la lezione. Rinunciò al suo progetto di invasione, sfuggendo per un pelo alla trappola ordita dai suoi vicini.[1]

 

Le origini del pensiero taoista si perdono nel tempo. Prima ancora del Buddismo o del Confucianesimo vive e cresce in Cina già prima del V sec. a.C. Il Tao non è religione, non è filosofia. Nello stesso tempo è una filosofia e diventa una religione. Non c’è dio. Nello stesso tempo c’è un Principio del cielo e della terra. Che però non può essere nominato né conosciuto. Tao è la Via. Tao è il viaggio per percorrere la via.

 

Si perde nel tempo anche la storia del re di Wu e del saggio Zhou. Eppure, non sembra a voi che stia parlando proprio di questo nostro tempo?

Il mondo oggi è sempre più in mano ai signori della guerra. Che se ne ritengono padroni. Arriva Putin e una mattina decide di invadere un paese vicino: deve fare un’operazione speciale dice; e siamo già al quinto anno di guerra. Arriva Trump, e il 3 gennaio invia elicotteri e altri mezzi militari a Caracas, cattura il presidente Maduro e lo porta negli Stati Uniti; neppure due mesi dopo, il 28 febbraio, insieme con Netanyahu attacca Teheran e uccide Kameney e i principali esponenti del regime. Pochi giorni fa va a Pechino, alla corte di Xi. L’imperatore. Non certo figlio-del-cielo. Noi dobbiamo collaborare si dicono. Come dire noi siamo i padroni del mondo. Perché non lo dimentichino, due giorni dopo arriva Putin: ci sono anch’io!

E le relazioni internazionali si trasformano. Dalla logica del tessuto, dove i fili s’intersecano l’uno con l’altro e si sostengono a vicenda, alla logica delle pedine: perché possa procedere sulla scacchiera, l’una deve mangiare l’altra. Così l’altro da avversario diventa nemico. E gli interessi dei fabbricanti di armi prevalgono sul benessere dell’umanità.

 

E viviamo nella paura. Il mondo è regolato dalla paura. L’Europa si arma perché ha paura della Russia; la Russia attacca l’Ucraina perché ha paura della Nato; Israele attacca l’Iran perché ha paura che si faccia l’atomica; Teheran vuole la bomba perché ha paura di Israele e dell’America; il Giappone si riarma perché ha paura della Cina; la Cina accresce il suo potenziale nucleare perché ha paura degli Stati Uniti... Se non apriamo gli occhi, ritorna il tempo dei Regni Combattenti. Il dominio del drago della guerra.

Gli animali, accecati dall'appetito, dimenticano di badare al pericolo, ricorda il saggio Zhou, e l’uomo, attratto dal mondo esterno, dimentica di proteggere sé stesso.

 

 

[1] P. Fauliot, Racconti dei saggi taoisti

 

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