VOCE DELLA VALLESINA Settimanale di informazione - Colloqui con lo psicologo - di Federico Cardinali

16 mag 2021

Un post vergognoso apparso questi giorni su un blog cinese

Fra due fuochi

«Come si accende il fuoco in Cina e come si accende in India»

 

Non so bene quale sentimento prevalga. Irritazione, offesa, indignazione. Vergogna. Sì, vergogna. Per come riusciamo noi umani a irridere la sofferenza, il dolore. Non so quale obiettivo si sia posto chi l’ha pensato e messo in rete. Forse dimostrare la superiorità della Cina di fronte all’India, suo nemico confinante. O sottolineare l’incapacità di questa nazione ad affrontare il dramma del Covid mentre la grande (!) Cina ormai ne è fuori. Non lo so e, per la verità, neppure m’interessa tanto. Un grande risultato però l’ha raggiunto: dimostrare che non c’è limite alla capacità di irrisione della sofferenza altrui. Alla stupidità umana.

 

Su Weibo, un account legato al Partito Comunista della Repubblica Popolare, sabato scorso è apparsa quest'immagine. Divisa in due parti. A sinistra la foto con la vampata dei motori del razzo cinese Lunga Marcia partito la settimana scorsa per una missione spaziale, a destra le fiamme delle pire funebri che nelle strade dell’India bruciano i corpi delle vittime Covid. Sopra, la spiegazione: Come si accende il fuoco in Cina e come si accende in India. Il fuoco del progresso scientifico e tecnologico da una parte, il fuoco del dolore e della morte dall’altra.

Subito m’è tornato alla mente quanto fatto da Charlie Hebdo dopo il terremoto che cinque anni fa aveva colpito Amatrice, Norcia, Visso e altri piccoli centri del nostro Appenino. Presi dalla frenesia della satira ad ogni costo, anch’essi s’erano cimentati nella costruzione di immagini. In una vignetta c’erano un uomo e una donna, feriti e usciti dalle macerie: sopra lui la scritta penne al pomodoro, sopra lei penne gratinate; in un’altra tanti morti, accatastati gli uni sugli altri, con la scritta lasagne. Anche qui un bel segno di stupidità. Mascherata da presunta intelligenza, quella che dovrebbe alimentare una buona satira.[1]

 

Due mondi. La Cina e l’Europa. Due storie, due civiltà. Neppure tanto vicine. Una democrazia antica, se pur zoppicante per tanti aspetti, la nostra. Un regime totalitario, paradossalmente chiamato Repubblica Popolare, il loro. Eppure entrambe capaci di sfornare pensieri e immagini indegne di una specie che si autoproclama sapiens. È ancora Achille che, dopo averlo ucciso, sfregia il corpo di Ettore trascinandolo, attaccato alla usa biga, intorno alle mura di Troia.

Irridere la sofferenza altrui è indegno della specie uomo. Parce sepulto ci avevano insegnato i romani.[2] Risparmia, lascia in pace, non infierire su chi è morto. Anche se è il tuo avversario, o addirittura il tuo nemico. Ha già la morte come pena. Ed è pena e dolore per chi resta. Per un paese, oggi, che si ritrova con una pandemia di cui ha perso il controllo.

Ma la pietas, che non è solo l’italiano pietà, ma senso di rispetto, vicinanza, attenzione, cura verso chi si trova in una situazione più difficile della tua, sembra una dimensione dimenticata dal nostro mondo.

Lo è in quest’immagine da cui oggi siamo partiti. Come lo è nel nostro volerci esonerare dal peso delle migrazioni che continua a catturare una parte dell’umanità. Come se una volta che li abbiamo respinti e allontanati dai nostri confini, avessimo risolto il problema. Pur sapendo che abbiamo semplicemente acceso dei fumogeni, offuscato la nostra vista, chiuso gli occhi.

 

Due buone notizie, comunque. Proprio il giorno precedente a questa brutta storia, Xi Jinping aveva mandato un messaggio di condoglianze a New Delhi. E nelle ultime due settimane più di 60 aerei cinesi hanno portato materiale sanitario in India: generatori di ossigeno e ventilatori per le terapie intensive. Di queste ultime ore, poi, la notizia che gli USA si son detti favorevoli alla liberalizzazione dei brevetti per i vaccini anti Covid. Big Pharma, ovviamente, non è d’accordo. L’UE ancora prigioniera dei distinguo. Il profitto viene prima della nostra stessa salute. Ce la farà l’Omc/Wto a farci uscire dalle sabbie mobili? Mi chiedo per quale ragione continuiamo a non capire che o ci salviamo tutti o non ci salviamo nessuno. Il virus, in natura, è più forte di noi. Ce lo sta dicendo. Più abile nel proporsi con sempre nuove varianti. E può farlo tanto più quanto più noi gli lasciamo spazio e tempo per muoversi in libertà.

 

Il fuoco di cui abbiamo bisogno, amici cinesi, non è né quello dei vostri razzi vettori né quello delle pire indiane. È il fuoco dell’indignazione. E insieme il fuoco della solidarietà. Fratelli tutti.[3] Per combattere la miopia di chi sul dolore, sulla debolezza, sulla povertà che alimenta diseguaglianze e malattie, coltiva il proprio interesse. Politico o economico.

 

[1] La Mente e l’anima, vol. 4, pag. 239

[2] Virgilio, Eneide

[3] Francesco, 3 ott. 2020