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(Per l'anno 2003-04 il Corso non è attivato)
Obiettivi
La nascita è il momento fondante della vita di ogni persona.
La storia di ciascuno di noi si svolge tra due date: quella della nascita e quella della
morte. Essere presenti ad uno di questi momenti significa trovarsi coinvolti in un
avvenimento carico di energia e di tensione.
Se da una parte la nascita di un bambino richiama alla nostra memoria biologica la nostra
stessa nascita (così come la morte di una persona ci mette di forza di fronte alla nostra
morte), dall'altra è altrettanto vero che per il nostro inconscio nascita e morte si
richiamano a vicenda, quasi che l'una non può essere "pensata" senza
l'altra.
L'incontro con la donna che sta per partorire (e con i suoi familiari), con tutto il
carico dei bisogni, delle aspettative e delle richieste che lo accompagnano, pone
l'ostetrica, in modo più o meno consapevole, tra due atteggiamenti, apparentemente
opposti: o di tipo difensivo, caratterizzato da distacco e negazione del proprio
coinvolgimento emotivo, oppure di intensa partecipazione; né l'uno né l'altro, però,
permettono quella vicinanza e quella distanza "di sicurezza" necessarie per una
corretta comprensione della situazione.
Tra queste due modalità, naturalmente, vi è tutta una gamma di sfumature, direttamente
dipendenti dalla capacità dell'ostetrica di porsi in relazione con l'altro: la
possibilità di tollerare il disagio che l'incontro con la sofferenza altrui comporta, la
capacità di tollerare il proprio vissuto di impotenza senza venirne sopraffatta... E'
necessario saper riconoscere, in ognuno di questi comportamenti e atteggiamenti, delle
reazioni individuali che comunque hanno un significato, in quanto espressione della
dimensione personale dell'operatrice.
Il Corso di studi istituzionale, del resto, è orientato prevalentemente a fornire la
futura ostetrica di tutte quelle conoscenze tecniche proprie della sua professionalità;
raramente esso forma e prepara lallieva anche alla relazione con laltro, a
coglierne i segnali significativi e a saper usare correttamente sé stessa, nel senso di
conoscere di sé capacità e limiti, attraverso un'elaborazione, anche in funzione
professionale, della propria storia sia personale che familiare.
Il Corso di formazione vuole offrire questa possibilità, perché l'ostetrica sia nella
condizione di poter disporre delle sue potenzialità di rapportarsi all'altro al fine di
attivare una buona relazione d'aiuto che le permetta di attuare un intervento corretto e
rispettoso dei tempi e dei bisogni di ciascuno.
Contenuti
Il programma del Corso si svolge lungo tre linee principali:
1. Ripensamento e rielaborazione della propria storia, personale e
familiare, in funzione professionale.
La nostra storia vissuta nella famiglia d'origine, che lo vogliamo o no, è per noi il
nostro "modello di riferimento". Fra noi e le persone che richiedono
l'intervento, si frappone come diaframma il nostro modello familiare. Se non abbiamo
potuto avviare un processo di rielaborazione della nostra storia, non riusciamo a
sviluppare quel grado di consapevolezza necessario per entrare in una relazione d'aiuto
professionale che si possa ritenere "sufficientemente buona";
2. Studio e approfondimento della psicologia della famiglia e delle
relazioni familiari (ciclo evolutivo della famiglia: corteggiamento, matrimonio, nascita
dei figli, adolescenza e periodo centrale del matrimonio, pensionamento, vecchiaia, morte;
in particolare viene approfondita quella fase relativa all'attesa e alla nascita dei
figli).
La conoscenza delle dinamiche psicologiche che accompagnano la nascita di un figlio
permette all'ostetrica di oltre-passare la pura dimensione biologica (sulla quale, in
genere, è strutturata in gran parte la sua preparazione professionale) e di rapportarsi
in maniera più completa con la donna e i suoi familiari.
3. Cenni di analisi delle istituzioni come sistemi.
L'analisi delle relazioni tra i servizi e tra gli operatori è un elemento fondamentale
per una corretta comprensione della richiesta e una buona strutturazione della
risposta.
Metodo di lavoro
Il lavoro viene svolto attraverso:
a. l'analisi di alcuni casi che le partecipanti al corso incontrano nel loro lavoro e dei
vissuti personali che li accompagnano;
b. il lavoro all'interno del gruppo attraverso l'esperienza e l'analisi delle dinamiche
che vengono attivate.
Organizzazione
Durata del Corso: biennale;
Frequenza e orari: un incontro il mese (dalle 10.00 alle 18.00), per dieci mesi
l'anno (da gennaio a dicembre, esclusi luglio e agosto);
Inizio:
Domanda di iscrizione:
Partecipanti: il Corso è a numero chiuso (max n. 20 allieve);
Costi per anno:
Per l'anno 2003-04 il Corso non è attivato
Per una migliore comprensione delle linee
guida
che sottostanno a questo programma, vi invitiamo a leggere
l' Introduzione ai Corsi di Formazione.
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