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L’intervento di consulenza e/o di mediazione
familiare è l’intervento che un professionista mette in atto,
all’interno di una relazione d’aiuto, in un momento di crisi nella
vita di una famiglia.
La CONSULENZA FAMILIARE ha come obiettivo quello
di fornire agli utenti delle indicazioni “pratiche” volte al
superamento dell’impasse che in quel momento particolare blocca il
naturale processo evolutivo della vita di quella famiglia.
Di fronte al problema che preoccupa uno o più membri di una famiglia,
il Consulente dovrà mettere a disposizione la sua preparazione per
ricercare, insieme alla coppia, le possibili vie di uscita dalla
situazione-problema. Tra le varie indicazioni che il Consulente può
fornire vi è anche quella di prospettare ai suoi clienti,
ove lo ritenga opportuno, la necessità di pensare ad una
psicoterapia; in questo caso dovrà dare indicazioni perché questi si
rivolgano ad un terapeuta che li accompagni lungo un percorso di
recupero e riattivazione di quelle risorse che la situazione di crisi
tiene bloccate e che le persone singolarmente e il nucleo familiare
nel suo insieme non riescono, al momento, ad utilizzare.
Il consulente familiare attiva una relazione d’aiuto con la famiglia
– più spesso con la coppia – dove è ancora presente il progetto
di vivere insieme.
La MEDIAZIONE FAMILIARE si configura come un
intervento da attuare in un momento del tutto particolare della vita
di una coppia: quello della separazione e/o divorzio.
Il mediatore familiare ha il compito di aiutare la coppia, che è in
fase di separazione e/o di divorzio, ad attivare un contesto che
permetta il superamento di quegli elementi della crisi e del conflitto
che sono di impedimento per affrontare in maniera evolutiva quegli
aspetti di concretezza per i quali i coniugi debbono necessariamente trovare una
soluzione. Fra questi indichiamo: la divisione dei beni,
l’affidamento dei figli e la loro educazione, l’assegno mensile
per i figli ed eventualmente per il coniuge economicamente più debole, l’uso della
casa coniugale, i tempi e i modi perché i figli possano continuare il
rapporto con il genitore non affidatario e con gli altri parenti
significativi, ecc.
L’intervento di mediazione familiare ha come obiettivo quello di
aiutare la coppia ad affrontare il momento della separazione/divorzio
in maniera non distruttiva per i coniugi stessi e, soprattutto, per la
parte più debole, cioè per i figli. Se è vero che una “buona”
separazione è meglio di una “cattiva” convivenza, l’intervento
del mediatore familiare ha come scopo proprio quello di far sì che un
momento così critico e difficile, come quello della fine di una
storia di coppia, possa diventare un momento evolutivo per i due
coniugi.
Se poi in una famiglia ci sono dei figli, tanto più se minorenni, la
necessità di costruire una separazione “sufficientemente buona”
si rivela ancora più impellente. Troppo spesso succede che conflitti
tenuti aperti tra i coniugi, o ex coniugi, ricadono, amplificati, sulle
spalle dei figli che si trovano coinvolti in questioni che sono
sicuramente più grandi di loro.
Il Mediatore Familiare, concretamente,
aiuta i coniugi:
- a rimuovere le loro difficoltà di comunicazione durante la
trattativa;
- ad ampliare la gamma delle opzioni da prendere in considerazione in
relazione
ai singoli problemi;
- a tener conto delle necessità psico-emotive di ciascuno dei due
partner
e dei figli;
- a costruire uno schema orientativo per la soluzione delle
controversie.
Il modello sistemico, come pensiero di riferimento, consente all’operatore,
consulente o mediatore, di contestualizzare la crisi e di ampliare il
campo d’osservazione e di intervento; l’operatore potrà così
prendere in considerazione non soltanto la coppia, ma anche tutto il
gruppo familiare allargato, nella prospettiva di aiutarli a lavorare
insieme per costruire modalità efficaci per la risoluzione del
conflitto e per cogliere le opportunità di evoluzione che il
conflitto stesso porta con sé.
Il programma del corso si articola
lungo queste linee principali:
1. Il pensiero
sistemico-relazionale; teoria della comunicazione;
2. La psicologia
della famiglia e delle relazioni familiari;
- il processo evolutivo della famiglia: le fasi del ciclo vitale;
- la struttura della famiglia e le relazioni tra le generazioni:
nonni, genitori e figli;
- le interazioni tra famiglia e singolo individuo;
- la relazione di coppia: la coppia coniugale e la coppia genitoriale
(nascita -
evoluzione - crisi);
- i figli: nelle varie fasi del ciclo vitale e nel processo di
separazione coniugale;
- il colloquio con la famiglia;
3. Consulenza,
Mediazione e Terapia: somiglianze, differenze e confini;
4. Elementi di Diritto di famiglia. Aspetti psicologici e giuridici della
separazione e del divorzio;
5. Elementi di Etica professionale;
6. Un lavoro di ripensamento e rielaborazione
della propria storia personale e familiare da parte
dell’allievo, in funzione professionale.
Il Corso viene condotto secondo la
metodologia di
un training di formazione,
con momenti di studio teorico e momenti di lavoro di gruppo. Gli uni e
gli altri partono sempre dall'esperienza degli allievi (personale,
clinica ed educativa) e sono finalizzati all'attivazione di un
processo di revisione e di verifica delle ‘ipotesi’
(epistemologiche ed emozionali) che sottostanno ai progetti di
intervento.
Il lavoro è svolto attraverso a) l'analisi e lo studio dei casi che
gli allievi incontrano nel loro lavoro e b) la ricostruzione della
propria storia, personale e familiare, da parte dell'allievo
all'interno delle dinamiche di gruppo.
Conduttori del Corso
Federico Cardinali, psicologo psicoterapeuta,
mediatore familiare, già psicologo dirigente A.S.L.;
Gabriella Guidi, psicologa psicoterapeuta,
mediatrice familiare, già
assistente sociale nei servizi pubblici.
Altri docenti
Altri docenti che operano nel settore sono
presenti come consulenti per alcuni aspetti specifici.
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3. ORGANIZZAZIONE
anno 2011-12 |
Durata
del Corso:
triennale, per un totale di 300
ore;
Frequenza e orari per anno:
una giornata di lavoro mensile (dalle 9.00 alle
18.00), per dieci mesi l'anno;
quattro seminari tra quelli organizzati
dall’ITF ad Ancona;
Inizio: 1° anno: 1° trimestre 2012;
Domanda di iscrizione: inviare la
DOMANDA DI ISCRIZIONE
;
Partecipanti: il Corso è a numero chiuso (massimo n. 20
allievi);
Sono ammessi:
diplomati
o laureati in servizio sociale, psicologia, pedagogia,
giurisprudenza, medicina; magistrati, insegnanti, educatori e, più
in generale,
tutti coloro che nel proprio lavoro si trovano a dover gestire
situazioni di
conflitto;
Costi per anno: € 2.100 (=
500 € di iscrizione + 10 rate mensili di 160 €)
+ IVA.
Il Corso è riconosciuto dal Forum Europeo (European Forum Training and Research in Family Mediation) e dà
diritto all’iscrizione all’AIMS(Associazione
Internazionale Mediatori Sistemici) e all'A.I.Me.F. (Associazione
Italiana Mediatori Familiari). Al termine del Corso, previo
superamento dell’esame finale, consistente nella discussione di una
tesina su un caso trattato dall’allievo, viene rilasciato il titolo
di Mediatore Familiare (*).
(*) N.B. Allo stato attuale (= fino a quando il Parlamento non
approverà una normativa specifica) il titolo di Mediatore
Familiare non è riconosciuto dall’ordinamento italiano,
pertanto, da qualunque ente venga rilasciato, esso non ha “valore
legale”. Sono giacenti in Parlamento diverse proposte di legge:
siamo in attesa di una definizione in merito.
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Per iscriversi è necessario inviare all'Istituto
la SCHEDA DI ISCRIZIONE
entro il 20 novembre 2011
Lunedì 28 novembre
dalle ore 15.00 alle 17.00
presso la sede dell'Istituto
ci sarà l'incontro con tutti coloro che hanno inviato la scheda
di preiscrizione
per la presentazione del programma
Informiamo che a parità di altre condizioni
per l'ammissione al Corso
si terrà presente l'ordine di arrivo
delle domande di iscrizione |
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