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L'ITF di Ancona nasce come scuola di formazione per gli
operatori che, a vario titolo, si occupano di salute (nel senso di "stato di
benessere fisico, psichico e sociale", come la definisce l'O.M.S.): nei servizi
sanitari, nella scuola, nel privato sociale o nella professione privata. I Corsi
che l'Istituto organizza non sono corsi di aggiornamento professionale, sono
Corsi
di Formazione. Proviamo a spiegarci meglio.
Spesso ci domandiamo, nel nostro lavoro, "cosa/come devo fare... in
questa situazione?". Il rischio, nel cercare le risposte, è quello di fermarci al
livello del FARE.
Il presupposto da cui partiamo è che l'intervento professionale (= il FARE) - sia esso
educativo, rieducativo o più propriamente terapeutico - è sempre il risultato
dell'interazione di due componenti presenti nell'operatore: il PENSARE (l'area
dell'epistemologia di riferimento, delle conoscenze e delle tecniche proprie di ogni
professione) e il SENTIRE (l'area delle emozioni, proprie di ogni persona; dato che ogni
professionista, qualunque sia il suo "mestiere", rimane pur sempre una persona
con tutti i condizionamenti e le risorse del suo mondo interno).
Mentre l'aggiornamento professionale opera nell'area del PENSARE, il percorso di
formazione prende in considerazione l'area del SENTIRE e il processo di interazione
(--> integrazione) tra queste due aree.
Lo schema che segue vuole essere una sintesi di questa nostra ipotesi di lavoro.
FARE
area dellintervento professionale
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^
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interazione
(> processo di integrazione)
/ \
/ \
/ \
PENSARE
area della costruzione
di una epistemologia |
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SENTIRE
area della formazione
personale |
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(Nota esplicativa)
Il FARE (F) è sempre e comunque risultato dell'interazione (>
integrazione?) tra il PENSARE (P) e il SENTIRE (S): esso ne è anche
l'aspetto evidente e rivelatore, l'aspetto "sintomatico".
Se nasce da un buon processo di integrazione tra le due aree P e S, F, il fare
terapeutico, diventa comportamento consapevole e, come tale, contenitore e sicuro alleato
della spinta evolutiva che appartiene ad ogni individuo e ad ogni gruppo familiare.
Quando le aree P e S non accedono ai livelli di consapevolezza, come forze propulsive esse
spingono ad unazione (F) cui poi vengono attribuiti significati che in realtà non
le appartengono. L'azione diventa, allora, non più intervento terapeutico, ma agito
(acting out) inconsapevole e, come tale, ad alto rischio di collusione con elementi e
spinte involutive (pure esse presenti in ogni individuo e in ogni gruppo familiare).
Nei nostri corsi di formazione ci proponiamo di offrire agli allievi la
possibilità di promuovere e consolidare il processo di integrazione tra l'area delle
conoscenze (P) e quella delle emozioni (S), perché l'intervento professionale (F) sia
guidato, nelle scelte operative, da un livello di consapevolezza che si possa ritenere
"sufficientemente buono".
Per un approfondimento di questo discorso
a) in generale, vi rimandiamo a "Integrazione
tra famiglia d'origine e gruppo di formazione: un'ipotesi di lavoro", nella pagina
Biblioteca e Documentazione;
b) applicato alle diverse professionalità, vi invitiamo a leggere il
programma dei singoli corsi di formazione.


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