Didattica



CORSO  DI  SPECIALIZZAZIONE  IN  PSICOTERAPIA

per psicologi e medici

Riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ai sensi della Legge 56/89 art. 3 con D.M. 31.12.1993 e succ.
Accademia di Psicoterapia della Famiglia




Dalla Legge n. 31/2008, G.U. 29.02.08
"Conversione in Legge, con modificazioni, del D.L. 31.12.07 n. 248..."

(...) Art. 24 sexies
(Equiparazione di titoli ai fini dell'accesso ai concorsi
presso il Servizio sanitario nazionale...)

1.  I titoli di specializzazione rilasciati ai sensi dell'art. 3 della legge 18 feb 1989 n. 56, e il riconoscimento di cui al c.1 dell'art. 35 della medesima legge, e successive modificazioni, sono validi quale requisito per l'ammissione ai concorsi per i posti organici presso il Servizio sanitario nazionale di cui all'art. 2 c.3 della legge 29 dic 2000, n. 40, e successive modificazioni, fermi restando gli altri requisiti previsti.
(...)



 

S o m m a r i o

1.  Indirizzo  scientifico  culturale
2.  Articolazione  della  didattica
3.  Ammissione  e  valutazione  degli  allievi
4.  Aspetti  organizzativi  -  anno accademico  2008-09


1.   INDIRIZZO  SCIENTIFICO  CULTURALE

Premessa
La Scuola di formazione in psicoterapia dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia (A.P.F.), è orientata allo studio dei processi evolutivi normali e patologici della famiglia nell’ambito scientifico-culturale della psicoterapia relazionale-sistemica.
La Scuola si occupa della formazione di medici e psicologi chiamati a svolgere interventi clinici con gruppi familiari, coppie e singoli individui, attraverso lo sviluppo di competenze relazionali-sistemiche.

Origini e sviluppo delle teorie sistemiche
Il movimento della psicoterapia sistemica affonda le sue radici nella cultura americana degli anni cinquanta, caratterizzata dal prevalere di una tendenza volta al superamento della settorializzazione degli studi e al recupero di un approccio olistico ai problemi. Lo sviluppo di nuove discipline, come l'antropologia e la sociologia, dà un contributo significativo alla conoscenza dei contesti in cui l'individuo vive, in particolare allo studio delle influenze che le relazioni e l'organizzazione familiare sembrano giocare sullo sviluppo della personalità.
Con i concetti di sistema, organizzazione, causalità circolare ed equifinalità viene sottolineata la necessità di considerare ogni fenomeno nella prospettiva dell'intero e l'impossibilità di considerarlo come somma delle parti, scomponibili e analizzabili in termini di causa-effetto.
In particolare  nel campo della psicologia emerge la tendenza del ricercatore a spostare la sua attenzione dai fattori intrapsichici ai fenomeni interpersonali e ai contesti in cui hanno luogo. Il nuovo orientamento mette in discussione una visione dell'individuo prigioniero dei propri guasti e di una sua dinamica tutta interna e sostituisce ad essa l'immagine di un essere sociale, il cui comportamento è comprensibile alla luce dell'organizzazione e del funzionamento del sistema di relazioni in cui è inserito. In questa definizione viene sottolineato l'aspetto comunicazionale di ogni evento ed azione, compreso il comportamento sintomatico.
I sintomi appaiono sempre di più come un segnale di disagio relazionale dell'intera famiglia, che sembra comunicare in questo modo l'esistenza di un conflitto tra continuità e cambiamento, tra legami di appartenenza e bisogni di individuazione dei suoi singoli componenti.
Nasce su queste basi un movimento che si struttura intorno ad alcune idee condivise:
1) la famiglia viene considerata "come se fosse" un sistema;
2) ogni comportamento viene letto e compreso come funzione della relazione;
3) viene abbandonata una concezione del sintomo come anomalia individuale e viene coniato il termine "paziente designato", il portatore del sintomo, che esprime, anche a nome degli altri membri del sistema, le difficoltà legate alla crescita e all'evoluzione;
4) viene definito come obiettivo della terapia non più il solo cambiamento del singolo, ma la modificazione dei modelli di relazione tra gli individui.

Tuttavia la condivisione di queste idee non porta alla definizione di un modello concettuale ed operativo comune. Una differenza fondamentale riguarda la considerazione dell'individuo e degli aspetti soggettivi e storici nella concettualizzazione del sistema familiare e del modello terapeutico.
Per quanto riguarda l'Italia, e, più tardi, altri paesi europei, la psicoterapia sistemica si afferma attraverso il modello pragmatico-comunicazionale.
In Italia, infatti, il clima dei primi anni settanta è caratterizzato dal movimento dell'antipsichiatria che mette l'accento sulle determinanti socio-economiche, "sistemiche", della malattia mentale; visione che si contrappone a quella più introspettiva della psicoanalisi. Tuttavia questo modello, strettamente behavioristico, viene messo ben presto in crisi per lasciare spazio a una riconsiderazione del rapporto famiglia-individuo.

Modello di formazione della Scuola
Nel nostro paese, in particolare nel modello di formazione della scuola A.P.F., la psicoterapia sistemica è, di fatto, caratterizzata dalla riscoperta della soggettività, della storia e dell’importanza della relazione famiglia-terapeuta.
Il modello concettuale dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia si rifà in parte alla posizione descritta dalla Wertheim, utilizzando come parametro il rapporto famiglia-individuo letto in termini di figura sfondo, come individuale-supraindividuale.
Tale posizione è seguita da Bowen, Boszormenyi-Nagy, Whitaker, Ackerman, Stierlin, cioè da coloro che, pur studiando la famiglia come sistema, cercano di affermare una continuità con una tradizione psicodinamica anche se, ad eccezione di Ackerman, non svolgono attività psicanalitica. La famiglia trova nel sé individuale e nel suo sviluppo il suo migliore modello di concettualizzazione. Essa viene definita un sistema emozionale, caratterizzato da forze che muovono verso la differenziazione e forze che invece cercano di mantenere uno stato di coesione.
In questo modello un ruolo importante ha la storia: il rapporto con figure significative del passato, la famiglia d’origine.
Il pensiero trigenerazionale e i principi della teoria evolutiva sono ampiamente sviluppati nella Scuola. Il processo di comprensione dell’individuo e delle sue tappe di sviluppo viene inserito in uno schema di osservazione trigenerazionale che permette di “vedere” i comportamenti attuali di una persona come metafore relazionali, cioè come segnali indiretti di bisogni e coinvolgimenti emotivi del passato che trovano lo spazio e il tempo di manifestarsi concretamente nelle relazioni presenti. La costruzione di nuovi legami affettivi e la loro evoluzione sono legate alla possibilità di separarsi da questi vincoli passati. L’obiettivo del terapeuta è quello di costruire una storia con la famiglia nel contesto della terapia, che renda possibile apprendere come ricercare significati diversi negli eventi e nei comportamenti reciproci, sperimentando nuove alternative di rapporto. L’obiettivo non si trova tanto nei suoi contenuti, ma nell’apprendimento, da parte dei membri della famiglia, di una metodologia di lavoro che permetta loro di conciliare l’essere di ciascuno con l’appartenere alla medesima storia evolutiva e di continuare a farlo fuori dalla relazione con il terapeuta.
Nel rapporto tra presa di coscienza ed esperienza, viene riaffermata la priorità della seconda sulla prima. In questo senso il modello della Scuola si rifà anche alla posizione supraindividuale-individuale di Minuchin e della sua Scuola strutturalista che considera il terapeuta parte integrante del processo psicoterapeutico con la famiglia.
Il suo compito, infatti, è quello di attivare le potenzialità del sistema familiare perché possa, in prima persona, diventare artefice del cambiamento, utilizzando elementi e informazioni già presenti, almeno a livello potenziale, nella famiglia stessa. Quello che muta sono i significati attribuiti all’esperienza.
Il concetto di relazione terapeutica ha un ruolo centrale e il terapeuta viene visto come una sorta di regista che aiuta la famiglia a riscrivere il copione della propria storia e i singoli membri a dar vita a dei racconti personali.
Il metodo è quindi basato sul fare insieme, dentro e fuori la terapia, un’esperienza che permetta di risvegliare potenzialità presenti nel sistema, nella sua storia e nello sviluppo differenziato dei suoi membri.
Un’applicazione importante di questo modello si ha nel lavoro istituzionale con bambini e adolescenti problematici e in situazioni di gruppi sociali svantaggiati o disgregati.


2.  ARTICOLAZIONE  DELLA  DIDATTICA

Il programma formativo dell’intero Corso, della durata di cinque anni per complessive 2.000 ore, si svolge lungo tre linee di fondo: lo studio teorico, la formazione personale e il training clinico.
In pratica, esso si articola secondo il seguente schema:

  
   A. Corsi teorici (ore n. 500)

     A1)  Formazione personale dell’allievo  (ore n.190)
     A2)  Insegnamenti di base, caratterizzanti e integrativi  (ore n.160)
     A3)  Convegni di studio  (ore n. 150)

   B. Corsi pratico-clinici (ore n.1500)

     B1)  Training clinico  (ore n. 900)
     B2)  Tirocinio presso Istituzioni pubbliche  (ore n. 600)


A.  CORSI TEORICI

A1) Formazione personale dell’allievo 
Questa parte del Corso rappresenta il primo approccio alla psicologia e alla psicoterapia relazionale e mira a fornire all’allievo gli strumenti di osservazione sia dei sistemi familiari normali che di quelli disfunzionali o con comportamenti sintomatici. 
Per favorire e facilitare l’apprendimento vengono studiati, prevalentemente, i processi evolutivi della famiglia d’origine dello stesso allievo che riesce così ad applicare a situazioni concrete e profondamente conosciute gli strumenti d’osservazione e di analisi che apprende durante il corso (genogramma, foto, scultura della famiglia, ecc.). 
Questo lavoro permette, in pari tempo, di avviare con maggiore intensità il processo di formazione personale che proseguirà negli anni successivi, nel training clinico. Questa parte, per i contenuti e le finalità che si propone, viene svolta prevalentemente nel 1° anno di Corso.

A2) Insegnamenti di base
Un'ampia parte di questo insegnamento è dedicato allo studio della psicologia generale dei processi cognitivi e percettivi, alla psicologia dello sviluppo con particolare riferimento alla teoria dell'attaccamento. In questa parte del corso verranno forniti i concetti di base della psicologia sociale della famiglia e della epistemologia sistemica. Tali insegnamenti vengono forniti prevalentemente nel corso propedeutico (1° anno) e nel primo anno del quadriennio clinico (2° anno).

A2) Insegnamenti caratterizzanti
Vengono distinti in
a) insegnamenti formativi di intervento psicologico e clinico;
b) insegnamenti formativi di psicoterapia individuale e familiare secondo un modello sistemico-relazionale.
I primi vengono forniti prevalentemente nel primo biennio clinico (anni 2° e 3°) e i secondi nel biennio conclusivo (anni 4° e 5°).

A2) Insegnamenti integrativi
Vengono distribuiti nel corso dei cinque anni e l'allievo ha la facoltà di sceglierne due di suo interesse.


Prospetto degli insegnamenti teorici

Insegnamenti teorici di base

  1. Psicologia generale dei processi cognitivi e percettivi
  2. Psicologia dello sviluppo infantile e psicopatologia generale dell'età evolutiva
  3. Teoria dell'attaccamento e sistemi motivazionali interpersonali
  4. Epistemologia sistemica
  5. Psicologia sociale della famiglia

Insegnamenti caratterizzanti

  a) insegnamenti formativi di intervento psicologico e clinico

  1. Analisi dei processi psicofisiologici e psicosomatici nell'intervento clinico
  2. Metodologia della diagnosi e psicodiagnostica clinica
  3. Teoria e tecniche della comunicazione umana con particolare riferimento alle
      dinamiche delle relazioni familiari
  4. Teoria e tecniche dell'osservazione sistemico-relazionale e del colloquio psicologico
  5. Teoria e modelli dell'intervento relazionale-sistemico nelle istituzioni

 
b) insegnamenti formativi di psicoterapia individuale e familiare secondo un
       modello sistemico-relazionale

  1. Storia e indirizzi della psicoterapia familiare e analisi comparata con i principali
      indirizzi psicoterapeutici
  2. Teoria e modelli dell'intervento psicoterapeutico individuale e familiare
  3. Psicopatologia delle relazioni familiari
  4. Psicoterapia delle crisi di sviluppo familiare e di coppia
  5. Aspetti etici e deontologici della relazione psicoterapeutica

Insegnamenti integrativi

  1. Sociologia dei conflitti etici
  2. Elementi di neonatologia
  3. Elementi di psicofarmacologia
  4. Mediazione familiare
  


A3) Convegni di Studio
Tali attività hanno lo scopo di approfondire tematiche specifiche di particolare interesse nel dibattito culturale-scientifico relativo alla psicoterapia. La presenza di noti studiosi, italiani e stranieri, didatti dell'Accademia e di personalità di fama internazionale invitate ad hoc dalla Scuola permette di favorire un approfondimento sul piano teorico, clinico e di ricerca per elevare il livello della formazione dello psicoterapeuta.
I contenuti trattati nei vari convegni di studio sono oggetto di successive elaborazioni ed approfondimenti da parte degli allievi nei loro gruppi di appartenenza (anche tramite elaborati scritti).


B.  CORSI PRATICO CLINICI

B1) Training clinico
Questa parte del Corso (per complessive 900 ore, in quattro anni, in giornate di lavoro di 8-9 ore, ogni quindici giorni circa) fornisce agli allievi le competenze relazionali-sistemiche necessarie per effettuare trattamenti clinici con gruppi familiari, con coppie e con singoli individui.
Tale obiettivo viene raggiunto attraverso diverse modalità:
- la conduzione di terapie da parte dell'allievo presso la Scuola con la supervisione diretta di almeno un didatta;
- la supervisione indiretta di situazioni cliniche presentate dall'allievo in gruppo, relative ad attività svolte nel suo contesto di lavoro professionale, sia pubblico che privato;
- la consulenza svolta da un didatta per situazioni specifiche portate dall'allievo, così da permettere il superamento di situazioni di impasse terapeutico.

Nel corso del processo formativo l'allievo è tenuto a studiare le terapie condotte presso la Scuola tramite l'osservazione del materiale video e audio registrato e con l'attuazione di piccoli gruppi di studio e di ricerca.

B2) Tirocinio presso Istituzioni pubbliche
Nel corso degli anni la scuola ha attivato svariate convenzioni con strutture pubbliche (ASL) o private accreditate.
Tale attività risulta fondamentale, insieme al training clinico, per affinare le competenze diagnostiche e di intervento clinico dell'allievo; attraverso la rotazione in diversi servizi, l'allievo apprende come osservare e intervenire in situazioni di disagio psicologico e psicosomatico e come studiare le modalità per attivare risorse terapeutiche nei più vari contesti istituzionali e sociali di varia natura.
Tramite seminari di lavoro congiunti tra didatti della scuola, operatori di servizi e tirocinanti si sono create le basi per uno scambio proficuo di esperienze cliniche e si sono altresì impostati progetti di ricerca clinica sul campo.


DOCENTI

Didatti del Training Clinico
M. Adelaide Berardi, Mario Caltabiano, Federico Cardinali, Gabriella Guidi, Tiziana Piersanti.

Docenti dei Corsi teorici
Maurizio Andolfi, Claudio Angelo, M. Adelaide Berardi, Massimo Borri, Gabriele Borsetti, Mario Caltabiano, Alfredo Canevaro, Federico Cardinali, Vincenzo Cozzolino, Giovanna Curatola, Patrizia David, Enzo Fuzzi, Gabriella Guidi, Frédérick Leboyer, Alessandra Natalini, Vincenzo Rossolini, Silvia Vegetti Finzi, Adriana Verdi.


3.   AMMISSIONE  E  VALUTAZIONE  DEGLI  ALLIEVI

Criteri di ammissione
Sono ammessi alla Scuola i laureati in Psicologia e in Medicina e Chirurgia che siano iscritti ai rispettivi Albi. (Possono essere ammessi anche i laureati che, non ancora iscritti ai rispettivi Albi, superino l'Esame di stato nella 1a sessione successiva all'inizio del Corso).
E' prevista una valutazione dei titoli di studio, dei titoli professionali e accademici e dei lavori scientifici del candidato, nonché una valutazione delle attitudini, delle esperienze personali pregresse o in corso, di analisi individuali o psicoterapie di gruppo. L'ammissione è decisa tramite:
a) un incontro con due didatti della Scuola, volto a comprendere le motivazioni del candidato a intraprendere una formazione in psicoterapia, con particolare riferimento alle motivazioni al lavoro clinico con la famiglia; 
b) la successiva discussione e ratifica dell'ammissione da parte della Faculty della Scuola.

Criteri di valutazione intermedi
Il primo processo valutativo avviene al termine del corso di formazione personale dell'allievo (1° anno) attraverso una tesina volta a descrivere il processo di crescita individuale dell'allievo in gruppo e le sue conoscenze teoriche di base sui processi evolutivi normali di una famiglia. Tale valutazione rappresenta un secondo livello di selezione per l'accesso al successivo training clinico quadriennale (anni 2°-5°).
L'ammissione al secondo biennio clinico (4°-5° anno) è subordinata ad una seconda valutazione del profitto, della partecipazione e della maturazione di competenze e attitudini dell'allievo nel corso dei primi due anni del training clinico, sulla base del giudizio dei docenti e di prove d'esame sotto forma di tesi su di una argomento teorico e clinico trattato nel corso del biennio. La Faculty della Scuola decide sull'ammissione agli anni successivi sulla base delle informazioni dei didatti e delle votazioni riportate nelle prove scritte.

Criteri per la valutazione finale
La valutazione finale tiene conto dell'apprendimento complessivo acquisito all'interno del gruppo di formazione nel corso del quinquennio.
Attraverso un esame orale con una apposita Commissione di Esame, proposta dalla Faculty dell'Accademia,  vengono valutate le acquisizioni teorico-pratiche maturate da ciascun allievo in tutte le aree dell'insegnamento. L'esame verte inoltre sulla presentazione e dissertazione di una tesi scritta che comprenda: la descrizione di almeno due processi terapeutici seguiti, e l'illustrazione del processo di crescita individuale dell'allievo stesso all'interno del suo gruppo di formazione. L'assegnazione dell'attestato finale tiene contro, inoltre, delle complessive competenze scientifico-cliniche raggiunte dall'allievo che dovranno essere tali da garantire una reale capacità dello stesso a svolgere l'attività di psicoterapeuta.


4.   ASPETTI  ORGANIZZATIVI    a.a. 2011-12

Durata del Corso: n. 2.000 ore in cinque anni (un anno di formazione personale
   e quattro anni di training clinico)
Inizio:
gennaio 2012;
Sede: Ancona - Istituto di Terapia Familiare
Frequenza e orari:

    - n. 1 giornata di lavoro ogni 15 giorni, dalle ore 9.00 alle 18.00
      (interruzione: metà luglio e agosto);
    - seminari e gruppi di studio;
    - n. 2 convegni di studio di 2/3 giorni ciascuno (maggio e novembre);
    - n. 175 ore di tirocinio da effettuare presso una Struttura Sanitaria pubblica o
      accreditata (per ciascuno dei quattro anni del training clinico)
La frequenza è obbligatoria;
Partecipanti:  il Corso è a numero chiuso (n. 15 allievi);
Modalità e tempi per l’iscrizione:
    - inviare la DOMANDA DI PREISCRIZIONE;
    - seguirà colloquio di ammissione;
Titolo di studio per l’ammissione: Diploma di Laurea in Psicologia
     o in Medicina e Chirurgia e iscrizione al rispettivo Ordine professionale
     (sono ammessi alla frequenza anche gli allievi che, non ancora iscritti all'Ordine,
       supereranno l'Esame di Stato nella 1a sessione del 2011); 

Costo complessivo (per anno):  € 3.500 (esente IVA)
     (pagabili in:  750 Euro di iscrizione + n. 11 rate mensili di  250 Euro ciascuna)

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Per una migliore comprensione delle linee guida
che sottostanno a questo programma, vi invitiamo a leggere
l' Introduzione ai Corsi di Formazione

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  • tutti i giorni (ore 20.30-21.00) tel. 0731.211167
  • tutti i giorni  tel. 338.9888883
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