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PIANETA FAMIGLIA (8)
LA COPPIA… INCINTA
14 giugno 2009
Ricordate
il nostro viaggio sul pianeta famiglia? L’avevamo iniziato tanto
tempo fa. Abbiamo percorso insieme sette tappe. Da lì poi tante vicende
sono sopravvenute e ci hanno chiesto di scendere per una pausa. Era la
fine di marzo. La morte di una giovane donna, la Pasqua, il terremoto,
qualche lettera che ci proponeva di toccare argomenti particolari.
Insomma, una lunga pausa. Ora ripartiamo per un’altra tappa.
Quei due
giovani che abbiamo conosciuto al loro primo incontro, si sono
fidanzati, poi sposati. Ora aspettano il loro primo bambino.
Che
succede?
Questa
coppia è incinta. Come? La coppia è incinta? Incinta sarà lei, non
la coppia! Non ho mai visto un uomo incinto… E’ vero, l’etimologia della
parola ci dice che ‘incinta’ può essere solo lei (incinta viene
dal latino in (= non) + cincta (da cingere =
mettere una cintura): perché lo stato di gravidanza non consente di
stringere la vita).
Ma noi
diciamo che la coppia è incinta. Perché se incinta fosse solo la
donna, sarebbe un vero disastro per questo bambino che sta arrivando. E
per i suoi genitori.
Proviamo a
spiegarci.
Vi
ricordate quando, nel nostro viaggio intorno all’uomo, abbiamo
parlato del corpo e della mente? Bene. Ora li riprendiamo. Perché la
gravidanza riguarda sia il corpo che la mente. In altre parole possiamo
dire che la gravidanza ha come due dimensioni: una fisica, che coinvolge
il corpo, e una mentale. Se la gravidanza fisica, cioè la gravidanza
nel corpo, riguarda solo la donna, la gravidanza mentale è
uno stato che riguarda anche il suo compagno. Ad aspettare un
bambino sono in due.
Quando
questo bimbo nascerà, nasceranno insieme anche due genitori! Quelli che
prima erano soltanto due coniugi, ora cominciano a diventare anche
genitori. Anche genitori. Perché per essere buoni genitori (buoni
= ‘sufficientemente buoni’ - ricordate?) bisogna tenere in vita anche i
coniugi. Ma di questo parleremo in una prossima volta, non vi
preoccupate.
Ritorniamo
alla coppia incinta. O, se vi piace di più, alla coppia in gravidanza.
L’attesa di
un bambino è un progetto. Un desiderio.
Lungo il
processo di crescita di una coppia, ad un certo punto nasce il desiderio
di ampliare il progetto di vita, pensando di estendere lo spazio vitale.
Condividendolo con un figlio. Il viaggio, iniziato in due, ora potrà
continuare coinvolgendo qualcun altro. Qualcuno cui dare la possibilità
di venire al mondo, nella prospettiva di fare insieme una parte del
cammino della vita. Quella parte in cui i due genitori aiuteranno il
figlio a crescere, a preparare la sua valigia, mettendoci dentro tutto
quanto gli servirà per continuare, da grande, la sua strada.
Ho parlato
di coppia incinta, di coppia in gravidanza. Ma sono proprio alla pari
questi due? Possiamo immaginarli in partenza per una maratona:
non di quarantadue chilometri, ma di… nove mesi. Lei e lui
partono dallo stesso punto e arrivano allo stesso traguardo? Hanno le
stesse riserve e i medesimi punti di ristoro? Eh no! Non sono alla pari,
’sta volta! Lei è in vantaggio. Il suo vantaggio è nel suo corpo. Il suo
corpo sa come far crescere un bambino dentro di sé. Il corpo del suo
compagno non lo sa. Non lo sa fare. E il corpo aiuta la mente a
comprendere.
Il corpo e
la mente. La gravidanza è un processo che coinvolge il corpo (della
donna) e la mente (della donna e dell’uomo). E’ il tempo dell’attesa. E
il tempo della preparazione.
Attesa di
chi? Attesa di un nuovo essere umano che ha già bussato alla porta di
questa coppia e, avendo sentito avanti!, ha iniziato il suo
viaggio. Non sappiamo da dove è partito. Sappiamo che ha già individuato
il punto di arrivo: è la casa di questi due giovani. La casa fisica,
perché ha bisogno di un tetto che l’accolga. Infatti i suoi la stanno
già preparando. Tutti i genitori durante la gravidanza preparano il
corredino per il bambino o la bambina che sta crescendo con loro.
Preparano la cameretta e tutto ciò di cui il piccolo avrà bisogno. (Pure
troppo, in verità – ma questo è un altro discorso! Lo riprenderemo.)
Attenzione,
però. Perché questo bambino, già in viaggio, ha bisogno di trovare anche
una casa mentale. Una casa, cioè, nella mente dei suoi genitori.
Questa è la preparazione che, a volte, viene trascurata. Si pensa: ma
l’hanno fatto tutti, che problema c’è? E’ vero, l’hanno fatto tutti. Ma…
Alcuni
pensieri. Aspettare un bambino significa cominciare a pensarsi non più
in due soltanto, ma in tre. E l’essere in tre richiederà il lavoro (la
fatica?) di costruire un nuovo equilibrio nella coppia. In due si è alla
pari: uno-a-uno. In tre si è dispari: due-a-uno. Due chi? Uno chi?
Certo viene
facile pensare che uno sarà lui e due saranno lei e il
nuovo arrivato! Per certi aspetti sarà così, ma il come questo
potrà avvenire, la misura e il modo, saranno i due adulti a deciderlo e
a costruirlo.
Il pericolo
più grande? Che il bambino diventa una ‘roba’ solo della mamma
e il padre continua la sua vita come se niente per lui fosse cambiato.
Anche nelle
giovani coppie, sapete? Quando poi non succede che, sentendosi
‘trascurato’ dalla moglie (povero piccolino!), comincia a ‘guardare’
altrove… Sapete che, in percentuale, il periodo della gravidanza e dei
primi mesi dopo la nascita di un figlio è il periodo del ciclo vitale in
cui più spesso l’uomo tradisce la sua donna? Che figura, ragazzi!
Sembra che noi maschietti diventiamo ‘gelosi’ del nostro bambino. Beh,
non c’è male: a trent’anni è giusto essere gelosi di un figlio
che ha trenta… giorni! E prendere la scusa per buttarci fra le braccia
di un’altra… Giusto, no? Non vi pare?
Eppure, di
aprire la nostra casa a un figlio, l’avevamo deciso insieme! Ma chi sa
noi maschietti dov’eravamo, noi che siamo… il sesso forte!
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