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IN CASA DEI GENITORI
31 maggio 2009
Sono la
madre di un ragazzo di 24 anni. Da un po’ di tempo nei fine settimana
la sua ragazza resta a dormire a casa nostra, in camera con lui.
Altre volte è lui che va a dormire da lei. Questa cosa non mi piace,
perché ci toglie la privacy in famiglia. Anche se a lei siamo
affezionati, è pur sempre una persona estranea alla famiglia: non ci può
essere con lei la stessa confidenza che c’è tra noi, non so, andare al
bagno la mattina o girare per casa con il pigiama… Poi c’è un’altra cosa
che mi disturba. Questa è casa nostra, non è la loro casa, non mi piace
che vivano la loro intimità a casa nostra. L’ho detto a mio marito, ma
lui non sa che dire. Mio figlio dice che oggi ci fanno tutti e che solo
io la faccio tanto difficile. Lei che ne pensa? Sono esagerata? Oppure
sono troppo vecchia per capire i giovani di oggi?
Manuela
F.
Gentile
Manuela, non credo proprio che lei sia troppo vecchia o esagerata se
questi sono i suoi pensieri. E’ vero che oggi sono molti a fare come suo
figlio. Ma, lo sappiamo bene, non è che una cosa diventa buona o indice
di buona salute perché tutti fanno così. Pensi se tutti ci
mettessimo a rubare o a mangiare così tanto da diventare obesi: non per
questo rubare diventerebbe buono, né essere obesi sarebbe segno di buona
salute!
Sono molti
i giovani che vivono il periodo del fidanzamento provando a condividere
qualche giorno e qualche notte (in genere i fine settimana) nella casa
dell’uno o dell’altro per poi ritornare, gli altri giorni, a casa
propria. Che poi, in realtà, è la casa dei genitori.
Che
significato ha questa scelta?
Il primo
aspetto che possiamo osservare è che questo modo di vivere la relazione
di coppia ha tutti i caratteri di una scelta che non è una scelta.
Si ha l’impressione che l’unica ragione stia nel fatto che così facendo
si ha la possibilità di fare un po’ di sesso nella sicurezza del proprio
letto. Sembra duro dire così, ma è difficile trovare altre ragioni.
Quando lo chiedo - a quei giovani che incontro nel mio lavoro - non mi
sanno dare altre ragioni, se non quella che “ci piace andare a letto
insieme”. E quando chiedo cosa ne pensano i genitori, o mi guardano come
se una domanda di questo genere non dovesse neanche essere posta, o mi
sento rispondere che loro (i genitori) “così stanno più tranquilli”.
Questa
nuova ‘usanza’ dovrebbe, a mio parere, farci fare almeno un paio di
riflessioni.
La prima
(l’altra la rimandiamo alla settimana prossima). I nostri giovani non
riescono a mettersi nei panni dei genitori e i genitori non sanno essere
esigenti, cioè rispettosi, verso i figli. Provo a spiegarmi.
I figli non
riescono a mettersi nei panni dei genitori. A loro sembra tutto
dovuto. E non pensano che la casa che abitano non è la loro casa,
ma la casa dei genitori.
Tutti noi,
giovani o adulti, abbiamo chiamato la casa in cui siamo nati ‘casa
nostra’. In realtà quella era, ed è, la casa dei nostri genitori. Lì
siamo, o siamo stati, ospiti. Ospiti graditi, anzi, graditissimi.
Ma pur sempre ospiti. Magari non ci riflettiamo, ma basterebbe
fare una considerazione. Quale genitore si augurerebbe che suo figlio
restasse sempre a casa con lui? Un figlio, una figlia, che dovesse
restare per sempre nella casa con i genitori sarebbe una persona
infelice, una persona che non riesce a realizzare quel minimo di
autonomia necessario per condurre una vita propria. Per prendersi la
vita nelle proprie mani.
Torniamo a
noi. Mettersi nei panni dei genitori significa provare ad ascoltare
il disagio che può provocare nei genitori, due adulti, certi nostri
comportamenti come figli. Portare a letto la propria ragazza (il proprio
ragazzo) nella loro casa è uno di questi. Di fatto è un’invasione
e un non rispetto verso quegli aspetti della vita privata che ogni
famiglia ha bisogno di mantenere.
Dall’altra
parte, però, come genitori, dobbiamo dirci che molto spesso non sappiamo
essere esigenti con i nostri figli. Esigenti. Cioè rispettosi.
Insegnare ai figli a rispettare gli spazi altrui significa trattarli con
grande rispetto. Assumerci la responsabilità di chiedere loro di
rispettare i nostri spazi significa voler loro molto bene. I figli hanno
bisogno di comprendere che i genitori sono più grandi, hanno le loro
abitudini di vita, hanno il pieno diritto di vivere nella loro
casa con tutta la loro libertà.
Perché
abbiamo paura di dare ai nostri figli delle regole di vita civile? Cos’è
che ci frena? Non sarà che, per essere ‘moderni’, non sappiamo più dare
regole di comportamento neanche a casa nostra? Anche questo fa
parte dell’educazione dei figli, cioè del prendersi cura della loro
formazione umana.
Dicevo poi
di un’altra riflessione: oggi andiamo tanto di corsa,
troppo. Anche nelle relazioni affettive e nel modo di vivere la
sessualità. Ma di questo ne parliamo la settimana prossima.
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