|
PIANETA FAMIGLIA (6)
MATRIMONIO: noi due, una nuova famiglia!
1 marzo 2009
Riprendiamo
oggi il nostro viaggio sul pianeta famiglia.
Dopo che il
tempo del fidanzamento ha completato il suo corso, se l’incontro si
rivela un buon incontro, arriva il momento di passare alla fase
successiva del ciclo vitale: il matrimonio.
Qui, in
realtà, ai giorni nostri, si apre subito una questione: matrimonio o
convivenza? Ma prima di entrare in questa domanda (ne parleremo la
prossima volta), facciamo alcune riflessioni che possono accompagnarci
nella comprensione della novità di questo momento.
Perché, che
si decida per il matrimonio o per la convivenza, c’è una cosa che
immediatamente cambia nella vita di queste due persone e delle loro
famiglie: da oggi essi non vivono più ciascuno nella casa dei propri
genitori, ma vanno ad abitare nella stessa casa. In una casa
condivisa. Questo passaggio segna un grande cambiamento.
Ora
la famiglia siamo noi due. Le famiglie d’origine ci sono sempre, negli
affetti e nella realtà, ma loro sono le famiglie d’origine, quelle in
cui siamo nati e cresciuti per tutti questi anni. Ora la famiglia
siamo noi due. Una nuova famiglia.
E’ la
realizzazione di un sogno, di un progetto condiviso. E’ come partire per
un viaggio. Non sappiamo ancora bene dove ci porterà. Non possiamo
saperlo, perché è il viaggio della vita. Sappiamo, però, con chi
lo stiamo facendo. Siamo in buona compagnia: io con te e tu con me.
Noi due. Che ci siamo scelti. Questa è la fonte alla quale attingere
quell’energia necessaria per costruire nuovi equilibri nella
nostra relazione.
Perché
parliamo di nuovi equilibri? Qualche esempio per capirci.
Fino a
ieri, dopo un tempo passato insieme, anche una giornata intera, la sera
ciascuno tornava a casa sua. Se la giornata era stata buona, sentivamo
il dispiacere di lasciarci. Ma se la giornata era stata così e così o
addirittura carica di tensioni, tornando a casa, la sera, ciascuno si
ritrovava da solo, nella propria camera, con sé stesso. E questo tempo
di solitudine e di silenzio, con i nostri pensieri, diventava un tempo
utile per riflettere, e per trovare la strada per allentare e sciogliere
la tensione. Ora, invece, siamo tutti e due qui, nella stessa casa.
Andremo a dormire nella stessa camera. Come ce lo giocheremo? Riusciremo
a ritrovare quel silenzio, fatto di riflessione, necessario perché il
dialogo possa continuare a crescere?
Un’altra
novità. Fino a ieri eravamo ospiti in casa dei nostri genitori. Ospiti.
Nel senso che la gestione della casa, le spese, le faccende, i pranzi,
le pulizie… tutto era sulle loro spalle. Nel bene e nel male. Ora il
cambiamento è radicale. Da oggi la nostra casa è sulle nostre
spalle.
Nostre… di
chi? Perché questo diventa il problema. Chi fa che cosa. Le
spese, le pulizie, i pranzi e le cene, la lavatrice, il ferro da stiro…
E’ scontato? Magari fino a qualche tempo fa lo era: lui lavorava fuori e
lei stava in casa, quindi tutto ciò che faceva funzionare la casa era
compito suo (= di lei).
E oggi?
Oggi tutti e due svolgiamo un lavoro fuori casa. Logica vorrebbe,
quindi, che anche i lavori in casa vengano con-divisi. Ma… la logica è
una cosa, la realtà, spesso, è un’altra! Non vi pare? Perché tanti
nostri ragazzi (= maschi) sono stati cresciuti con l’idea che le
faccende di casa ‘è roba da donne’. Non è questo il modello che noi
genitori, cinquantenni o sessantenni, abbiamo passato ai nostri figli (e
alle nostre figlie)? Solo un esempio: la camera. Quante volte i genitori
(= le madri!) si lamentano che i figli lasciano tutto in disordine.
Anche i figli grandi. Ma se in casa ci sono due figli, non succede che
le richieste sono differenti? A lei viene insegnato che deve imparare a
rimettere a posto le sue cose, a rifarsi il letto, a preparare il
pranzo, a sparecchiare e apparecchiare la tavola, a cucinare, ecc. E a
lui? Eh, ma lui è un maschio! Lui da grande dovrà lavorare, ti pare che
deve imparare a pulire la cucina o a rifarsi il letto?!
Bene! Si fa
per dire! E come la mettiamo adesso? Fino a ieri c’erano i genitori. E
da oggi in poi?
Anche qui:
costruire un nuovo equilibrio. Una relazione che sia capace di
esprimere rispetto, l’uno per l’altro, nella reciprocità. Nella
condivisione del lavoro e nella condivisione della casa. Ciò che non so
fare posso impararlo. A meno che io pensi che nei cromosomi di una donna
ci sono iscritti la lavatrice, il ferro da stiro, la cucina,
l’aspirapolvere, sapere cosa serve che ci sia nel frigo, e tante altre
cosette di questo genere… I cromosomi! Quanti maschietti, anche giovani
e ‘moderni’, la pensano così! Dalla mamma alla moglie. Loro, poverini,
‘lavorano’ e la sera sono stanchi! E lei non lavora? Sì, ma lei… è una
donna!
Ragazzi,
diamoci una svegliata! Non vi pare che è ora… anche scossa? Ragazze,
anche voi però…
Se è vero
che ‘chi ben comincia è a metà dell’opera’, chi non dovesse cominciare
‘bene’ (= con una con-divisione sufficientemente buona) dove
andrà a finire?
Solo
qualche esempio e qualche pensiero che ho voluto condividere con voi,
pensando al matrimonio. Per dire quanto sia grande il cambiamento
che, vivendo insieme, abbiamo portato nella nostra vita e quanto
sia necessario lavorare insieme per costruire un nuovo
equilibrio.
Anche per
dire, però, che non dobbiamo spaventarci di fronte alle difficoltà che
la vita insieme ci metterà davanti, giorno dopo giorno. Sappiamo di
avere una grande risorsa, naturalmente: il piacere di condividere,
finalmente, la nostra vita. Di poter stare, finalmente, insieme. E con
tutto il tempo per noi due. Da soli! E’ il desiderio che diventa realtà.
Ed è proprio a questo desiderio che possiamo attingere per
costruire la nostra casa.
(Pianeta famiglia 6. continua)
Ritorna a
LA MENTE E L'ANIMA

Biblioteca Home


|