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IL PIANETA FAMIGLIA
30 novembre 2008
Nei nostri
primi incontri ci siamo mossi cercando di fare un viaggio intorno
all’uomo. L’abbiamo percorso ponendoci di volta in volta su punti di
osservazione diversi. Il corpo, la mente e l’anima
sono stati i ‘luoghi’ dai quali abbiamo gettato uno sguardo su noi
stessi. Abbiamo incontrato l’essere umano e l’abbiamo osservato in sé
stesso, come un individuo, isolandolo, in fondo, dal contesto di
relazioni nel quale ciascuno vive.
Ora
proveremo ad avvicinarci a noi stessi guardandoci all’interno di uno dei
nostri contesti (= luoghi) più significativi: la famiglia. Il nostro
nuovo viaggio, dunque, sarà un viaggio intorno alla famiglia.
In partenza
per questo viaggio, dobbiamo dirci una cosa: quando parliamo di
famiglia, il nostro pensiero viene guidato dalla nostra
esperienza personale. La famiglia d’origine (= quella in cui siamo
nati e cresciuti) diventa il nostro punto di riferimento. Nel bene e nel
male: in tutto ciò che di ‘buono’ (nel senso che ci ha fatto e ci fa
star bene) o di ‘meno buono’ (che ci ha fatto e ci fa star male) vi
abbiamo trovato nel passato e vi troviamo ancora oggi. E la nostra
esperienza diventa così importante che le emozioni che l’accompagnano
colorano, in positivo o in negativo, anche i nostri pensieri e i nostri
ragionamenti. E’ così e non c’è niente di male. Dobbiamo solo
ricordarcelo, ogni tanto. Ciò avviene perché ognuno di noi è parte di
una famiglia. Meglio: ciascuno di noi è inserito in una storia di
famiglia.
Perché
PIANETA FAMIGLIA? Perché stiamo per entrare in un mondo davvero
complesso. Un pianeta molto frequentato, molto ricco, ma, forse
proprio per questo, anche difficile da ‘esplorare’.
Arrivati
dunque su questo pianeta, la prima osservazione che facciamo è
che la famiglia è come un insieme. (Gli psicologi usano la
parola ‘sistema’. Ma noi lasciamo la parola ‘insieme’: le possiamo
considerare equivalenti). Vi ricordate quando a scuola la maestra ci
insegnava il significato di questa parola? Magari ci facciamo aiutare
dai nostri bambini che sono più freschi di noi… L’insieme è costituito
da più ‘cose’; queste sono in relazione le une con le altre; il tutto è
diverso dalla somma delle singole parti. Così dice la matematica.
Per capirci
meglio, due esempi. Il nostro corpo è un insieme. Esso è formato
da tante parti: la testa, le braccia, le mani, le gambe, i piedi; poi,
se guardiamo un po’ più dentro, troviamo il cuore, i polmoni, i reni, lo
stomaco; se guardiamo ancora più dentro e più in piccolo, troviamo i
tessuti, le cellule… e via di questo passo. Ma nessuno di noi dice di sé
stesso: io sono una testa più due braccia più due gambe più un cuore,
ecc., perché ognuno di noi è qualcosa di diverso, di nuovo, rispetto
alla somma di tutte queste parti. Tutte queste parti interagiscono tra
loro per dare vita ad un corpo vivente; e ciascuna di esse è
interdipendente con le altre. Nessuna può dire: io faccio da sola, io
esisto da sola.
Un altro
insieme? Un’automobile. Essa è formata da tante parti, ma anche
qui, perché ci sia l’automobile è necessario che queste parti siano
collegate, cioè in relazione le une con le altre.
Il corpo
umano, un’automobile, un computer, un telefonino… sono degli insiemi,
ma si differenziano, oltre che per le funzioni che svolgono, soprattutto
per la complessità che li caratterizza: è certo molto più
semplice comprendere il funzionamento di un’automobile che il
funzionamento del corpo umano, tanto per fare un esempio!
Anche la
famiglia è un insieme. Un insieme molto complesso, perché è
formato da persone. Ricordiamo quanta complessità abbiamo incontrato
nel nostro precedente viaggio, quello intorno all’uomo! Quando
incontriamo una famiglia, allora, è come se incontrassimo un insieme
iper-complesso, perché formato da tante complessità: quella complessità
che definisce ognuno di noi, quella complessità, cioè, che definisce
ciascuna persona che, insieme con le altre, costituisce quella famiglia.
Come non
perderci di fronte a tanta complessità? Anche noi ricorreremo al
trucco che usano tutte le scienze per analizzare il loro oggetto di
studio. Ricordate? Cercheremo di attivare il processo di
semplificazione che ci permetterà di esplorare, di volta in volta,
aspetti diversi, senza perderci nella vastità del ‘pianeta’.
Ma prima di
lasciarci, arrivati sul nostro pianeta, dobbiamo fare la seconda
osservazione: la famiglia è come un organismo vivente.
Un’automobile, un computer, un telefonino sono degli insiemi, abbiamo
detto. Proprio come una famiglia. Ma né l’automobile, né il computer né
il telefonino sono insiemi viventi. La famiglia sì. Un organismo vivente
ha una storia: nasce, cresce, si trasforma nel tempo.
Nel viaggio
che faremo intorno alla famiglia noi proveremo ad accompagnarla nel suo
ciclo evolutivo. Ne individueremo delle tappe, come delle fasi, cercando
di osservare che cosa succede in ognuna di queste tappe. Quella parte
della psicologia che studia la famiglia dà un nome al suo processo di
crescita: lo chiama ciclo vitale. Con queste parole diciamo due
pensieri: la parola ciclo indica che siamo di fronte ad un
movimento circolare, che parte da un punto e in un certo senso vi fa
ritorno; con la parola vitale intendiamo evidenziare che si
tratta del percorso di un organismo vivente. La famiglia, ogni famiglia,
è un organismo vivente, che ha un’anima. E noi proveremo
ad incontrarla, nella sua organizzazione interna e nel suo processo
evolutivo. Per comprenderla. E per comprenderci.
(PIANETA FAMIGLIA 1. continua)
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