Art. 1
(Finalità)
1. La Regione favorisce il benessere psicofisico della donna e del
nascituro durante la gravidanza, il parto e il puerperio; promuove linformazione e
la conoscenza sulle modalità di assistenza al parto e sulle pratiche sanitarie in uso
presso le strutture del servizio sanitario regionale; assicura la libertà di scelta circa
i luoghi dove partorire, ferme restando le esigenze primarie della sicurezza.
2. La Regione contribuisce a ridurre i fattori di rischio incidenti sui tassi di
morbilità e mortalità materna e neonatale, nonché assicura la continuità del rapporto
familiare-affettivo, dello sviluppo psichico e di quello cognitivo del minore durante il
periodo di ospedalizzazione.
Art. 2
(Preparazione alla nascita)
1. Le Aziende unità sanitarie locali, nellambito delle attività
consultoriali, e le Aziende ospedaliere organizzano corsi di preparazione alla nascita e
di cura del neonato, volti a fornire alla donna le necessarie conoscenze della gravidanza,
delle condizioni del feto, del parto e delle tecniche da adottare per il suo migliore
svolgimento, dellallattamento naturale e artificiale.
2. Le Aziende unità sanitarie locali informano la donna sulla possibilità di partorire
anche a domicilio o nelle case di maternità, nonché sui servizi di assistenza al parto
che assicurano nelle strutture ospedaliere, nelle case di maternità e al domicilio della
stessa.
Art. 3
(Parto ospedaliero)
1. Le Aziende unità sanitarie locali e le Aziende ospedaliere adottano
ogni misura idonea a favorire lo svolgimento del parto nel rispetto delle condizioni
fisiche, psicologiche e sanitarie della donna e del nascituro. In particolare:
a) adottano modalità organizzative adeguate alle esigenze della donna in ordine ai tempi
del parto;
b) garantiscono la partecipazione consapevole e attiva della donna alla scelta del parto
da effettuare;
c) favoriscono modalità di parto fisiologico
d) assicurano, fatte salve le esigenze di ordine strettamente sanitario, il contatto
immediato del bambino con la madre e la possibilità della stessa di averlo accanto per
tutto il tempo di degenza;
e) consentono, ove possibile, laccesso e la permanenza di un familiare o di altra
persona di fiducia della donna, durante la fase del parto, dai prodromi del travaglio al
momento della nascita nonché in caso di interruzione di gravidanza;
f) favoriscono unadeguata assistenza domiciliare alla puerpera e al neonato;
g) adeguano le modalità di assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio alle
raccomandazioni dellorganizzazione mondiale della sanità in materia.
2. Il direttore generale di ciascuna Azienda sanitaria stabilisce con appositi protocolli
sanitari le specifiche modalità attuative delle misure di cui al comma 1.
Art. 4
(Parto a domicilio)
1. Le Aziende unità sanitarie locali possono istituire il servizio di
assistenza al parto a domicilio attraverso personale ostetrico anche in regime di
convenzione.
2. In caso di mancata istituzione del servizio di cui al comma 1, le Aziende rimborsano
alle donne che hanno effettuato il parto a domicilio le spese sostenute per lo stesso fino
ad un massimo di lire 1.500.000. Le Aziende assicurano comunque ladeguata assistenza
per gli interventi di emergenza.
Art. 5
(Casa di maternità)
1. La casa di maternità è una struttura di accoglienza che le Aziende
unità sanitarie locali o le Aziende ospedaliere possono istituire al fine di ricostruire
un habitat il più possibile familiare, dove la donna viva il parto come un fatto
naturale.
2. La casa di maternità è costituita da spazi individuali dove sono ospitate la
partoriente e una persona di sua scelta, nonché da locali comuni, debitamente attrezzati
per le esigenze di assistenza al parto e per attività sanitarie.
3. Nella casa di maternità operano ostetriche, di cui una con profilo professionale di
coordinatore, e personale ausiliario.
4. Le case di maternità sono ubicate in spazi adiacenti ai servizi ospedalieri in modo da
garantire la tempestiva ospedalizzazione in caso di eventi patologici sopravvenuti.
5. I direttori delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere
stabiliscono idonee modalità di collegamento tra la casa di maternità e le strutture
ospedaliere.
6. Qualora la casa di maternità sia istituita da una Azienda unità sanitaria locale nel
cui ambito insistono una o più Aziende ospedaliere, le modalità di collegamento tra la
stessa e le strutture ospedaliere sono determinate d'intesa dai direttori generali
competenti.
Art. 6
(Organizzazione della casa di maternità
e del servizio di assistenza al parto a domicilio)
1. La Giunta regionale definisce anche con separati atti, entro novanta
giorni dallentrata in vigore della presente legge:
a) i principi sullorganizzazione della casa di maternità e del servizio di
assistenza al parto a domicilio con particolare riferimento alla dotazione del personale
ostetrico da adibire ai servizi medesimi;
b) i principi sulle modalità di accesso ai servizi di cui alla lettera a)
c) i principi sulle modalità di rimborso delle spese sostenute dalla partoriente per il
parto a domicilio.
2. Il direttore generali di ciascuna Azienda sanitaria stabilisce le specifiche modalità
organizzative dei servizi di cui al comma 1 ed individua, mediante appositi protocolli
sanitari, le situazioni ostetriche in cui è consentito laccesso alla casa di
maternità e al servizio di assistenza al parto a domicilio.
Art. 7
(Assistenza al neonato)
1. Le Aziende unità sanitarie locali, le Aziende ospedaliere e le case di
cura private accreditate facilitano levolversi del rapporto psico-affettivo e di
relazione tra madre, padre e bambino favorendo le condizioni per la contestuale permanenza
dei tre soggetti nella stanza della puerpera.
2. Le Aziende sanitarie predispongono almeno leffettuazione programmata di visite e
di screenings neonatali per la diagnosi di malattie endocrinometaboliche, per la
rilevazione di malformazioni congenite e per la profilassi delle infezioni.
Art. 8
(Tutela affettiva dei minori ricoverati nelle strutture sanitarie)
1. Nelle unità operative pediatriche o in quelle dove sono ricoverati
bambini è consentito, nellintero arco delle 24 ore, laccesso e la permanenza
dei genitori o di persone di loro fiducia. Per le medesime persone le aziende possono
attivare un servizio di mensa a pagamento.
2. I sanitari curanti, per motivate esigenze terapeutiche o igienico-sanitarie, possono
disporre limitazioni agli ingressi e alle permanenze di cui al comma 1.
3. Le malattie che necessitano di particolari interventi specialistici dovranno essere
curate, con la collaborazione degli specialisti, nei reparti pediatrici, escludendo, nei
limiti del possibile, il ricovero nei reparti per adulti.
Art. 9
(Attività ludiche e didattiche)
1. Nelle unità operative pediatriche sono allestiti locali per svolgere
attività ludiche e per eventuali attività scolastiche condotte da educatori e insegnanti
volontari, in caso di prolungata degenza.
2. Le Aziende unità sanitarie locali e le Aziende ospedaliere, anche dintesa con i
servizi scolastici, disciplinano le attività di cui al comma 1.
Art. 10
(Formazione, riqualificazione e aggiornamento del personale)
Il personale operante nel settore materno infantile, co0mprese le
attività territoriali, è formato, aggiornato e riqualificato ai fini
dellattuazione della presente legge. La Regione finanzia i corsi secondo i criteri e
le modalità stabiliti nel programma degli interventi di cui allarticolo 13.
Art. 11
(Partecipazione)
Le Aziende unità sanitarie locali e le Aziende ospedaliere assicurano la
più ampia consultazione in merito allorganizzazione dei servizi previsti dalla
presente legge sia delle associazioni femminili, interessate al settore
dellassistenza alla nascita, sia delle associazioni dei genitori e delle famiglie,
sia delle organizzazioni di volontariato che si occupano di assistenza ai bambini
spedalizzati.
Art. 12
(Interventi per la riorganizzazione delle strutture)
1. I programmi di riorganizzazione strutturale dei reparti
ostetrico-ginecologici e neonatali devono perseguire i seguenti obiettivi:
a) spazi singoli per levento travaglio, parto, nascita;
b) camere di degenza con non più di due letti provviste di una o due culle. Lo standard
da perseguire è basato su due camere a due letti con servizi igienici indipendenti per
ogni camera;
c) reparti di patologia neonatale attigui ai reparti di ostetricia;
d) u8na sala da adibire a momenti di informazione collettiva e socializzazione delle
esperienze;
e) una sala parto con tutte le attrezzature necessarie a garantire lesperienza parti
in piena serenità e nelle migliori condizioni ambientali e psicologiche.
2. Le aziende sanitarie e le case di cura accreditate sono tenute a predisporre la
riorganizzazione funzionale delle unità operative o dei reparti pediatrici.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge non possono essere approvati
progetti di costruzione, ampliamento e ristrutturazione che non consentono la piena
attuazione delle norme della presente legge.
Art. 13
(Programma degli interventi)
1. La Regione finanzia annualmente gli interventi previsti dalla presente
legge su richiesta delle Aziende unità sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere da
trasmettere al servizio competente in materia di sanità entro il 30 aprile di ogni
anno.
La Giunta approva entro sei mesi un programma di interventi per la riorganizzazione
strutturale dei reparti di cui allarticolo 12, sulla base di criteri predeterminati,
sentito il parere della Commissione competente. Il finanziamento di dette opere è da
valere sulle assegnazioni dello Stato per interventi strutturali e rientra tra le
priorità individuate dalla Regione Marche.
2. gli interventi di cui allarticolo 12 hanno priorità, a livello regionale,
rispetto a quelli previsti per larticolo 5.
3. La Giunta regionale, entro il 30 giugno di ogni anno, presenta, per
lapprovazione, al consiglio regionale il programma degli interventi di cui al comma
1.
4. I finanziamenti sono liquidati dal dirigente del servizio competente in materia di
sanità.
Art. 14
(Disposizioni finanziarie)
1. Per lattuazione degli interventi previsti dalla presente legge,
relativi alla spesa di parte corrente, è autorizzata per gli anni 1998/2000 la spesa
annuale di 800 milioni; per gli anni successivi lentità della spesa sarà
stabilità con la legge di approvazione dei rispettivi bilanci.
2. Alla copertura della spesa autorizzata dal comma 1 si provvede, per lanno 1998,
mediante impiego delle somme iscritte a carico del capitolo 4222129 dello stato di
previsione della spesa del bilancio per il medesimo esercizio; per gli anni successivi
mediante impiego di quota parte del maggior gettito dei tributo regionali con stanziamento
a carico dei capitoli corrispondenti.
Art. 15
(Norme transitorie, finali e abrogazioni)
In sede di prima applicazione:
a) le richieste di finanziamento sono trasmesse alla Giunta regionale entro il 15 novembre
1998;
b) il programma degli interventi di cui allarticolo 13, comma 3, è presentato al
Consiglio entro il 15 dicembre 1998.
2. E abrogata la l.r. 2 giugno 1992, n. 23.
Data ad Ancona, addì 27 luglio 1998.
Il
Presidente
(Dott.
Vito DAmbrosio)
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