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VOCE DELLA VALLESINA
Settimanale di informazione

LA MENTE E L'ANIMA - Colloqui con lo psicologo

di FEDERICO CARDINALI

cardinali@itfa.it
 


 

 

 

 

Tante spese per gli armamenti. Quante per la ricerca?

 

Meno generali, più ricercatori

 

10 maggio 2020

 

Non ho visto né generali né colonnelli tra le task force attivate dal Governo. Neanche il ministro della difesa. Eppure parliamo di guerra al coronavirus. Di nemico invisibile. In tempi di guerra, di fronte al nemico non sarebbe logico ricorrere all’arsenale militare? Non sono i generali gli esperti di tattiche e strategie per cogliere il nemico di sorpresa e sopraffarlo? Abbiamo i nuovi, potenti e costosissimi F35. Disponiamo di arsenali atomici: perfino in Italia. Non è strano che nessuno abbia ancora pensato di utilizzare armamenti così potenti e per i quali abbiamo investito e investiamo tanti miliardi? Sars-Cov-2 è un nemico invisibile. Ma anche noi abbiamo armi invisibili. Non noi italiani in verità, ma la Nato, i grandi della terra, Cina, Russia, Stati Uniti. Con altri paesi in corsa per disporne. Contro un nemico invisibile cosa c’è di meglio di armi invisibili?

 

Non vi preoccupate. Nessun colpo di sole! Non sono andato al mare, né in montagna – e sì che questa mi manca molto. Non mi sono neppure messo in terrazza, al sole primaverile. No. Queste domande nascono da una riflessione. Nata nel silenzio del ritiro nella mia casa-rifugio. Quanto siamo cretini a investire tante risorse per costruire armi che servono solo per dare la morte. Pronti, destre e sinistre, credenti e atei, a investire capitali astronomici per potenziare laboratori e fabbriche dove si studiano, s’inventano e si costruiscono armi d’ogni tipo il cui scopo unico è dare la morte – al nemico, certo. Ma al nemico che è un essere umano come noi. E non investiamo risorse, almeno in pari quantità, per la vita. Per potenziare laboratori di ricerca. Per sostenere studiosi disposti a spendersi davanti a un microscopio o a una provetta. Capaci di costruire armi che ci proteggano e ci tutelino da nemici reali: malattie, infezioni, pandemie. Accanto a fame e sottosviluppo.

 

Covid19, nemico invisibile. Ma né F35 né armi nucleari né missili invisibili sono in grado di proteggerci da un nemico tanto insidioso. Che ci sta mettendo a terra. Bombardamento a tappeto è la sua strategia. E noi, armati fino ai denti, al punto che basterebbe una distrazione o un errore, anche non voluto, di un Putin o un Tramp o un Xi o un Kim qualunque per distruggere il pianeta, dove siamo? Noi, intelligenti, creativi, autoeletti signori e padroni della terra e del cielo, ci ritroviamo schiacciati e perdenti di fronte a un virus. Colti di sorpresa. Indifesi. Impotenti. Un microscopico individuo – neanche individuo in realtà, visto che non è neppure capace di vita autonoma – che rischia di avere il sopravvento sulla nostra specie. Homo sapiens. Ma anche tanto... stupidus. Ammettiamolo.

Mentre sto scrivendo questi pensieri mi arriva un messaggio. Contiene la preghiera che Francesco propone ai cristiani per il mese di maggio. Vi trovo: «Maria, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro». Mi piace. Anche se so, purtroppo, che lei, per quanto attenta e vicina, può farci ben poco se non decidiamo noi di guardare con mente e cuore aperti al nostro pianeta e all’umanità di cui siamo parte.

 

Finché giocheremo a chi ce l’ha più grosso l’arsenale, atomico e missilistico, il mio timore è che neanche Covid19 la spunta sulla nostra stupidità.

Facciamo una cosa adesso. Immaginiamoci dentro una stazione spaziale. Guardiamo la terra. Tutti chiusi in casa. Terrorizzati. Assediati. Tremanti di paura. Più ancora, di panico. Incapaci di uscire, d’incontrarci. Ognuno può essere per l’altro causa d’infezione. L’untore di turno. Guardiamo, sempre dall’alto, questi microscopici esseri – siamo noi – che evitano d’incontrarsi, si guardano con sospetto, non si possono neppure toccare l’un l’altro: il virus ne approfitterebbe. I genitori non possono abbracciare i figli né i figli i genitori. I nonni lontani dai nipoti e i bambini dai nonni. Gli umani chiusi in casa. Aerei in fila, parcheggiati negli aeroporti. Automobili ferme. Ma... ma la corsa agli armamenti continua. I fondi per la ricerca e la costruzione di armi sempre più potenti e micidiali hanno cifre da capogiro. Sempre da dentro questa stazione spaziale, non vi verrebbe uno sguardo di commiserazione verso questa specie che abita tutto il pianeta e tante delle sue energie le investe per costruire strumenti di morte e di distruzione?

Scendiamo ora dalla stazione. Quegli esseri microscopici, rintanati in casa, assediati da un nemico invisibile contro il quale non hanno difese perché non le hanno cercate siamo noi. Homo sapiens.

 

Pensavo fosse un’idea geniale suggerire al governo una task force con generali e colonnelli... Ma forse, invece, dovremmo dire: meno generali, con tutto il loro armamentario, e più scienziati. Studiosi e ricercatori. O no?

 

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